Il premio "Montessori" a donne in prima linea per educazione e scuola

VOGHERA Nel Ridotto del teatro "Valentino Garavani" è stato conferito il premio "Maria Montessori 2026" a sei donne che si sono distinte nel mondo dell'educazione e della formazione. Le premiate sono state Silvia Armandola, direttrice della Fondazione Adolescere; Claudia Boccalini, dirigente scolastica dell'Istituto Sacra Famiglia; Sabina De Paoli, dirigente scolastica del Liceo Galilei e dell'Istituto Calvi; Stefania Fecchio, direttrice del Centro Santa Chiara; suor Agata Mazzaglia, direttrice dell'Istituto Santa Caterina; e Luciana Rossotti, coordinatrice didattica dell'Istituto Pascal. Sei percorsi diversi, ma uniti dalla stessa vocazione: educare, accompagnare, costruire futuro. Una cerimonia partecipata e sentita che ha acceso i riflettori su figure capaci di lasciare un segno concreto nella crescita della comunità vogherese. Istituito nel 2009, il riconoscimento valorizza donne legate alla città che si sono affermate nella cultura, nella vita sociale ed economica, nelle istituzioni, nella famiglia e nelle professioni. Il premio nasce su iniziativa della commissione pari opportunità presieduta dalla vicesindaca e assessora Simona Virgilio, con l'obiettivo di rendere visibile il contributo femminile nella vita pubblica e sociale. Per l'edizione 2026 la scelta è caduta sull'ambito educativo, con l'intento di mettere al centro chi ogni giorno accompagna bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita, non solo trasmettendo conoscenze ma offrendo ascolto, metodo e responsabilità. La cerimonia si è aperta con i saluti della vicesindaca Simona Virgilio, della sindaca Paola Garlaschelli e dell'assessora regionale Elena Lucchini. Tutte hanno richiamato il valore dell'educazione come fondamento di una società più equa, capace di rispetto e consapevolezza, sottolineando il valore simbolico della scelta di legare proprio alla giornata dell'8 marzo un premio intitolato a Maria Montessori. A scandire la cerimonia anche gli intermezzi musicali di Emma Quarleri, che hanno aggiunto sensibilità a una mattinata densa di emozione. Più che una semplice consegna di targhe, è stato il racconto di una città che ha scelto di riconoscere il lavoro paziente di chi educa, orienta e accompagna. --sara baggini