l'intervista

Il teatro in classe al Cossa, per gli allievi dell'indirizzo socio sanitario, è stato proposto dalla professoressa Ilaria Castellano, referente Commissione cinema e teatro del Cossa ed è stato reso possibile dalla collaborazione dell'intero consiglio di classe e, in particolare di Martina Pignataro, docente di Metodologie didattiche. Professoressa Pignataro, perché l'istituto ha deciso di creare una classe dove ci fosse il teatro come materia? «Il teatro serve a sviluppare empatia e capacità relazionali, competenze indispensabili per il percorso di studi sanitario e di assistenza sociale. Attraverso l'attività teatrale i nostri alunni possono sviluppare competenze trasversali che potranno essere poi utili in ambito di assistenza sociale, migliorando competenze come l'ascolto, la gestione delle emozioni, la comunicazione efficace».Che tema avete voluto rappresentare e perché? «Siamo partiti dal concetto di fiaba per il suo valore pedagogico all'interno della società perché le fiabe insegnano una morale, divertono, trasmettono valori culturali e aiutano ad affrontare paure. Hansel e Gretel è una delle fiabe più trascurate tra le classiche, una fiaba molto cruda ma con gli alunni l'abbiamo modernizzata e resa più leggera. Inoltre abbiamo cercato di estrapolare i suoi insegnamenti come la paura dell'abbandono, crescita e responsabilità, resilienza».C'erano obiettivi specifici che, come docenti, speravate di raggiungere per la classe? «L'obiettivo principale era fare sperimentare agli alunni una comunicazione alternativa come quella teatrale, ma anche aiutare studenti e studentesse a superare timidezza, ansia e paura legate al trovarsi in situazioni nuove. E come istituto professionale crediamo nell'importanza di "imparare facendo"».Come avete gestito le difficoltà tecniche e i momenti di blocco? «L'aiuto fondamentale è arrivato dall'esperto Francesco Mastrandrea che ha saputo cogliere segnali di difficoltà e stanchezza negli alunni, grazie alla sua competenza li abbiamo superati in modo egregio e funzionale per esempio creando un rapporto di fiducia con i nostri alunni». Se dovesse descrivere in una parola quest'esperienza, quale sarebbe? «Arcobaleno, perché nasce dopo la pioggia ed è proprio ciò che è successo nella nostra attività: siamo partiti da difficoltà e timidezze che poi si sono trasformate in qualcosa di meraviglioso durante lo spettacolo». --Ester Bernardo e Nicole Curci