Senza Titolo
La cosiddetta ora di insegnamento della religione cattolica nelle scuole resta, anche nella Diocesi di Pavia, la scelta prevalente da parte delle famiglie, con una percentuale media intorno al 74% (dall'indagine CEI per l'anno 2024 - 25). È questo il dato che maggiormente ci sorprende ancora oggi, nonostante vi sia stato - questo è vero - dal 1984 (anno in cui l'ora di religione è diventata facoltativa) un leggero calo, dovuto all'insieme di alcuni fattori e a una diversità di situazione tra le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado (dove la percentuale sfiora l'85%) e le scuole secondarie di secondo grado dove la percentuale è più bassa. Sappiamo bene che il calo percentuale unisce elementi demografici, con un aumento (specialmente in alcuni centri) di cittadini di altre nazionalità e fedi, alla possibilità attualmente esistente nelle scuole superiori di posticipare l'entrata, anticipare l'uscita o uscire dall'istituto nel caso l'ora di religione sia all'interno della mattinata. Per quanto ammessa dalla normativa attuale, non vi è dubbio che quest'ultima modalità non giovi ad un'autentica libertà di scelta e possa far propendere per una scelta di disimpegno. Ciò detto, per le famiglie e gli studenti che vi partecipano, l'ora di religione resta uno straordinario momento di formazione, incontro, dialogo e riflessione, sia sull'aspetto culturale della fede cristiana sia sulle grandi domande che accompagnano i nostri ragazzi rispetto al senso della vita. Se è vero che oggi sono circa il 75% gli italiani che si definiscono culturalmente cristiani, ma solo il 20-25% sono quelli cosiddetti praticanti (e non si supera il 15-18% tra i giovani sotto i 34 anni secondo alcune recenti ricerche), è altrettanto vero che resta una profondissima domanda di significato tra i più giovani. Domanda di significato su ciò che è vero, bello, buono e giusto, in relazione a sé e in relazione agli altri. E a questa domanda i ragazzi si aspettano un tentativo di proposta e di risposta dai nostri insegnanti di religione, spesso riconosciuti - all'interno delle scuole - come preziosi punti di riferimento sulla vita. Pensando alla recente tragedia di Crans Montana, si resta sorpresi da come molti ragazzi delle scuole coinvolte con morti e feriti abbiano interpellato i propri insegnanti di religione e come gli stessi insegnanti siano stati cercati dai mass-media per cogliere il senso di quel dolore e dare una prospettiva di speranza. Allo stesso modo, pensando al nostro territorio, è difficile non guardare all'ora di religione come a un'occasione per interrogarsi su ciò che di vero e di bello c'è in tante realtà significative che ci circondano e che si rifanno alla cultura e alla tradizione cristiana. La Certosa di Pavia, San Pietro in Ciel d'oro con l'arca dedicata a un grande santo e filosofo come Agostino, il Duomo di Pavia, la nostra Università, molti suoi collegi e l'Ospedale San Matteo (fondato da un frate nel 1400) sono solo alcune delle realtà nate dalla tradizione cristiana nel nostro territorio. Auguriamoci allora che studenti e famiglie, per tutti questi motivi, possano sempre cogliere in questa ora un'opportunità di crescita autentica.*Direttore Uff. IRCDiocesi di Pavia