la storia

PAVIAQui, in corso Garibaldi 67, si respira l'aria di un passato che ha segnato Pavia. Un luogo storico, custodito con affetto dalle proprietarie, Donata Boerchio e Daniela Pirovano, e che fu particolarmente caro alla poetessa Ada Negri che qui visse dal 1931 al 1943, ospitata dalla famiglia Boerchio che acquistò il complesso nel 1916. L'edificio, che un tempo fu sede del Collegio Boerchio, si affaccia su corso Garibaldi, davanti all'istituto Canossiane, poco distante da quello che un tempo era conosciuto come l'istituto sordomuti e che ora è sede di alcuni uffici comunali, e non molto lontano dall'ospedale dei Miserabili. All'interno si trova un giardino che si estende su oltre 2mila metri quadri e raggiunge via Darsena. Poi c'è la villa che risale al 1920, ancora intatta nonostante sia rimasta disabitata per anni, con gli intarsi in ceppo gentile, come usava in quel tempo. Nella parte sottostante si trovava la tipografia del giornale locale dove, ancora recentemente, erano conservati alcuni macchinari e gli annali del quotidiano. Insomma, un piccolo angolo di paradiso che ancora sa di cultura e di quella vivacità intellettuale che ha segnato un'epoca e della quale fu protagonista la famiglia Boerchio. Fu Luigina Boerchio, madre di Giuliana e moglie di Abele a firmare l'acquisto del complesso trecentesco che un tempo ospitava il convento di Santa Caterina. Abele e Giuliana sono stati editori e direttori della Provincia Pavese e personalità che hanno saputo distinguersi per il loro grande impegno civile. Abele Boerchio rivestì un importante ruolo sul fronte antifascista, comprò la testata nel 1906 e un anno dopo la trasformò in quotidiano. Chiuso dal regime, dopo la Seconda guerra mondiale tornò in possesso del giornale e lo lasciò alle cure della figlia Giuliana, che ne fu anche direttore responsabile dal 1972 al 1977. Una serie di avvenimenti a cui fece da sfondo il palazzo di via Garibaldi, ora dalla facciata scrostata. «È auspicabile che, dopo molti anni, qualcuno sia interessato a rilevare la proprietà di un edificio storico. Nel giardino si trova ancora la piccola collina tanto amata da Ada Negri che lì andava a leggere e a scrivere - sottolinea Daniele Bisi, vicepresidente provinciale e nazionale di Fimaa e membro di giunta della Camera di commercio -. Il restauro di Palazzo Boerchio seguirà quello di Palazzo Borromeo. Il mercato pavese continua ad essere abbastanza vivace e a richiedere immobili di qualità». --St. Pr.