Primarie a sinistra «Divisi sul sindaco ma contro la destra»
Serena Simula / vogheraÈ vero che ci sono due candidati alle primarie, ma parlare di "schieramenti" opposti nella coalizione del centrosinistra vogherese, ai suoi membri proprio non piace. A 48 ore dall'ufficializzazione della doppia candidatura dell'avvocato Marcello Perrone (proposto dai Civici di Pier Ezio Ghezzi) e della segretaria del Pd Alessandra Bazardi (sostenuta principalmente dal suo partito) che dovrebbero sfidarsi il prossimo 1 marzo, fioccano le dichiarazioni delle diverse forze politiche che ci tengono a fare dei distinguo in merito a chi hanno scelto di sostenere. O a chi, come nel caso di Rifondazione Comunista, hanno scelto di non sostenere. Il segretario cittadino Giuseppe "Joseph" Esposito, infatti, pur rimanendo all'interno della coalizione, ha deciso di «astenersi con forza e convinzione dalla partecipazione alle primarie pubbliche». «Ci esprimiamo contro le primarie - dice - perché pensiamo che di fronte ad una destra aggressiva che governa la città con inefficienza e assenza da più di 10 anni, dividerci come opposizione sia controproducente». Se Rifondazione si sfila dalla questione primarie, tutte le altre forze in campo partecipano, ma con diversi gradi di combattività. A partire dal M5s: «Il M5S non ha mai ravveduto l'esistenza di alcun tipo di schieramenti contrapposti- dice il coordinatore provinciale dei pentastellati, Simone Verni -. Noi abbiamo manifestato il nostro apprezzamento per entrambi i candidati e abbiamo specificato che non volevamo essere l'ago della bilancia. Dovendo necessariamente esprimere una sorta di preferenza, gli attivisti M5s vogheresi pensano che un candidato sindaco di estrazione civica sarebbe stato più in linea con il mandato che la coalizione ha avuto fin dall'inizio. Si precisa inoltre che, per quanto riguarda le primarie, le abbiamo sempre utilizzate ed è scorretto derubricarle a opzione di ripiego». Più o meno sulla stessa linea Azione, con il suo referente Tommaso Bernini: «Noi sosteniamo Marcello perché avevamo chiesto fin da principio una figura civica per rappresentare la coalizione. E per noi le primarie fanno bene alla campagna elettorale: avremo due candidati, invece di uno, che porteranno il programma della coalizione ai vogheresi nel prossimo mese». Stesse considerazioni hanno portato Remo Rapetti di Italia Viva a sostenere Perrone: «Abbiamo espresso la nostra preferenza per il candidato più simile all'immagine del sindaco civico che ci eravamo preposti». Dal canto suo, invece, Luca Testoni di Alleanza verdi sinistra esprime ufficialmente il suo appoggio a Bazardi: «Questo perché - dice - sebbene siano entrambe figure con tutte le carte in regola noi, per la nostra storia politica, siamo più vicini alla visione del Pd. E per noi, come per loro, le primarie non sono uno strumento di divisioni, ma di condivisione». I due candidati hanno poi ricevuto la consacrazione da parte dei rispettivi partiti. «La candidatura di Marcello Perrone - dice Pier Ezio Ghezzi -, esprime, dentro la coalizione progressista, l'anima civica della città in un'area più vasta di quella partitica. Marcello è un rappresentante della società civile vogherese che ormai da dieci anni è presente in città e in consiglio comunale. L'obiettivo è di coinvolgere tutti i vogheresi che, disillusi da un sindaco e da una giunta che ha dimenticato la città su sicurezza, pulizia, abbandono dei quartieri, cercano una alternativa civica, competente e vicina alla gente. Marcello Perrone è tutto questo». Dall'altro lato interviene Simone Marchesi, segretario provinciale del Pd: «La candidatura di Bazardi nasce da un lavoro politico serio e paziente, che ha permesso di ricostruire un campo progressista profondamente lacerato. Il suo impegno nelle primarie è chiaro: allargare il perimetro del consenso, parlando non solo agli elettori tradizionali, ma soprattutto a chi oggi non vota, si sente escluso e non si riconosce nel metodo e nella gestione del potere della destra vogherese. Il lavoro di Alessandra è sotto gli occhi di tutti e rappresenta un patrimonio politico per l'intero campo progressista. Il suo impegno da dirigente politico, in una società dominata dal leaderismo, vale più di una vittoria: è un esempio di come si costruisce un'alternativa concreta e duratura». --