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broniEntro il 2032 via tutto l'amianto dalla Lombardia. Si è parlato dell'emergenza amianto in Consiglio regionale, in occasione dell'approvazione di una nuova legge sui dispositivi di protezione individuale a tutela delle vie respiratorie dei lavoratori a contatto con manufatti contenenti amianto e derivati.Oggi sono oltre 213mila i siti o le strutture con presenza di amianto segnalati alle Ats lombarde. La completa rimozione di cemento amianto dovrà avvenire entro il 2032, quando i metri cubi di minerali cancerogeni ancora da smaltire si prevede saranno 520mila rispetto agli oltre 2,8 milioni del 2007.Il numero di casi di malattie professionali legate all'esposizione all'amianto non cala e la Lombardia è in cima alle classifiche nazionali. Nell'ultimo ventennio i casi sospetti segnalati sono stati 12.559. In media, ogni anno il 40% dei lavoratori colpiti da queste patologie (501 persone in tutta Italia) muore a causa della malattia.Il provvedimento adottato dalla Lombardia completa il quadro normativo in materia, che comprende la legge nazionale e le recenti direttive europee, con prescrizioni divenute più stringenti, e si applica a tutte le attività che possono comportare un'esposizione all'amianto quali manutenzione, rimozione dell'amianto o di materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento di rifiuti e bonifica di aree. Nei singoli articoli vengono specificate le tipologie degli apparecchi di protezione e i compiti dei soggetti interessati, comprese le Ats (cui spettano prevenzione, tutela e controllo), le aziende e i lavoratori.Le nuove disposizioni abbasserebbero il valore limite di esposizione professionale all'amianto di 10 volte. Inoltre, sono previste misure preventive e protettive rafforzate, come l'ottenimento di permessi speciali da parte del personale e la verifica della presenza di amianto negli edifici più vecchi prima di iniziare lavori. «Il provvedimento - ha detto Marcello Ventura (FdI), relatore della legge - rafforza la tutela dei lavoratori e costituisce un riferimento inequivocabile per le aziende operanti nei settori interessati. Ci si attende anche un effetto positivo indiretto in termini di sensibilizzazione delle aziende che svolgono interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici a rischio». --o.m.