Treblinka, il campo della morte domani in scena all'auditorium

m. grazia piccalugaTre prigioniere di un campo di sterminio: Treblinka, 50 miglia a nord ovest di Varsavia, nella Polonia occupata dai nazisrti . Il loro è un percorso di morte, fatto di tentazioni, di provocazioni, di violenze e di sofferenza. La morte che aspetta i tre prigionieri nei campi di sterminio non è solo fisica.Treblinka è un viaggio nell'abisso in cui l'associazione Teatro della Mostiola trascina gli spettatori. Uno spettacolo teatrale, andato in scene negli anni scorsi a Pavia, che ha commosso generazioni di studenti delle scuole medie e superiori. Domani andrà in scena, alle 21, all'Auditoriumdi Santa Cristina e Bissone (piazza San Giovanni paolo II). Biglietto 10 euro, prevendita vivaticket.«Come ci insegna Primo Levi per tutti gli internati, soprattutto per quelli che sono poi sopravvissuti, quella che hanno provato nei campi è stata una morte psicologica, una morte dell'anima - spiega il regista Beppe Soggetti -. Se quindi dei tre prigionieri qualcuno morirà davvero, chi sopravvivrà lo farà a costo della propria identità, delle proprie ideologie, della propria personalità: perché l'unico modo per resistere all'interno dei campi è assoggettarsi alla legge del più forte e quindi piegarsi alle regole bestiali e crudeli degli aguzzini nazisti.Lo spettacolo mette in scena una vicenda tra personaggi immaginari ispirati ad alcune figure realmente esistite che crea una narrazione densa e drammatica, adatta in particolare allo sguardo disincantato dei più giovani, ormai prevalentemente ignari delle vicende storiche che hanno attraversato le dittature del secolo scorso.Proprio a due ufficiali nazisti (interpretati da Alessandro Carnevale Pellino e Francesco Colucci) è affidato il compito di rappresentare Treblinka, di spiegare la forma, la struttura, il funzionamento di questa macchina di morte che incombe sui tre prigionieri: un'ebrea (Valentina Meloni), un'attrice (Martina Vuotti) e un'oppositrice politica (Stefania Rusconi). Nessuno può davvero sopravvivere al campo di sterminio, la sua morte fisica è solo rimandata, quella dell'anima è già avvenuta, perché di ciascun prigioniero «non resterà che un numero di matricola spuntato su un cadavere senza vita». Lo spettacolo, anche in questa occasione (alle 10 del mattino) sarà proposto alle scuole del territorio che hanno aderito al progetto per il Giorno della Memoria: gli istituti scolastici di Corteolona e Pieve Porto Morone. --