il progetto
paviaMutuando i "mille giorni di te e di me" di Claudio Baglioni, Comune e Università hanno siglato ieri un accordo per accompagnare insieme i primi "mille giorni" di crescita dei neonati. Partendo dal presupposto che la genitorialità non sia solo una questione privata, bensì un fatto che riguarda l'intera comunità. La collaborazione tra il comune di Pavia e il laboratorio di psicobiologia dello sviluppo (dpb lab) dell'Università di Pavia, diretto dal professor Livio Provenzi ha appunto l'obiettivo di promuovere il benessere delle famiglie nei primi mille giorni di vita del bambino, un periodo cruciale per lo sviluppo affettivo, cognitivo e relazionale.Il primo frutto della collaborazione è il ciclo di incontri pubblici "Nati per essere in connessione: accompagnare l'avventura dei genitori nei primi mille giorni", tre appuntamenti gratuiti rivolti a genitori, educatori, insegnanti e cittadini.Gli incontri si terranno con cadenza trimestrale lungo tutto l'arco del 2026 e affronteranno temi centrali della genitorialità contemporanea: l'importanza delle relazioni nei primi anni di vita, la diversità come risorsa, e le sfide educative nell'era digitale. Il primo incontro sarà il 10 febbraio alle 18 alla sala consiliare. «L'accordo con l'Università di Pavia - sottolinea l'assessora ai nidi, scuole d'infanzia e Pubblica istruzione, Alessandra Fuccillo - rappresenta un passo concreto verso una città che mette al centro le famiglie. Offrire ai genitori spazi di ascolto e conoscenza significa rafforzare le reti educative e sociali che rendono Pavia una comunità capace di prendersi cura dei più piccoli e di chi li accompagna nella crescita».Dal professor Livio Provenzi invece è arrivato un richiamo importante: «I genitori sono spesso visti come performativi, divisi tra bravi e non bravi. Non è così: i genitori sono il luogo dove i bambini crescono. Vogliamo condividere con i cittadini ciò che la ricerca ci insegna: che crescere non è mai un atto solitario, ma una rete di connessioni che tiene insieme genitori, figli e ambiente. Ad esempio una gravidanza in cui la madre si espone più spesso agli spazi verdi diminuisce il rischio di depressioni post-partum». --Daniela Scherrer