Senza Titolo

La mia favola di Natale sono loro, le facce che vedete in questa pagina. A dirvi la verità non ne conosco una ma vedo, in tutte, lo sguardo della speranza. Vorrei abbracciarli tutti. Per lo meno ringraziarli. Ognuno di loro ha storie diverse, affetti, pensieri come tutti noi. Ognuno di loro ha famiglie o amici con i quali vorrebbe trascorrere tutto il tempo che il lavoro e gli impegni concedono in questi giorni di feste. Eppure, hanno scelto di rinunciare a qualche ora per sé per mettersi al servizio degli altri, di persone che forse nemmeno hanno mai visto ma che, in queste ore, hanno bisogno di un calore che solo gli esseri umani possono darsi tra loro. È il calore di un sorriso, di una parola, forse di una carezza. È il bisogno di sentirsi parte di qualcosa anche quando la vita a volte ti mette, se non al margine, in una posizione di svantaggio rispetto agli altri. Spesso bastano un piatto caldo e una tavola apparecchiata per sentirsi, se non fratelli, almeno non ultimi. Quelli che vedete qui attorno sono solo alcuni dei tanti volontari che oggi e domani saranno impegnati a servire il pranzo di Natale a chi altrimenti dovrebbe arrangiarsi faticando a mettere qualcosa sotto i denti. Possiamo chiamarli poveri. Indigenti se volessimo edulcorare la sostanza. Ma poco cambia. Sono persone come tutti noi. Solo meno fortunate perché, magari, la vita gli ha presentato un conto salato o perché chi idealmente tiene il banco non gli ha neppure mai dato una carta. Oggi avranno accanto queste facce di speranza. Molti, come vedete, sono poco più che ragazzi. Altri sono più attempati ma con lo stesso cuore grande. Altri ancora sono religiosi. Tutti insieme giocano in una squadra sola, quella del volontariato. Speriamo non retroceda mai perché sono tanti ad avere bisogno di loro. Anche noi, a volte banalmente per alleggerirci la coscienza sapendo che qualcuno ci penserà al posto nostro. A loro va il nostro grazie perché, aiutando gli altri, ci fanno comunque pensare che, nonostante tutto, il mondo non è ancora capovolto e il loro esempio può essere contagioso. È grazie a loro che Babbo Natale esce dalle pagine delle favole e forse esiste davvero. È vero, non si vede. Ma si vede forse la magia del Natale? Si vedono forse i sentimenti? Eppure, nulla è più potente, determinante e incisivo dei sentimenti. Ma sì, grazie a questi volti Babbo Natale esiste davvero. Non solo perché hanno bisogno di crederci i bambini, ne abbiamo bisogno anche noi.