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volparaDa circa 30 anni, a Volpara, nella chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano, prende vita un presepe meccanico unico nel suo genere, tornato a splendere dopo un lungo periodo di inattività grazie a un importante lavoro di recupero. Si tratta di una struttura imponente, quattro metri per tre, completamente automatizzata. «Non c'è nulla di acquistato - spiega Federico Lusardi, portavoce del gruppo - tutte le statuette e gli edifici sono realizzati a mano. L'obiettivo è stato quello di rappresentare Volpara insieme alla Natività». Dopo oltre dieci anni di stop, e circa tredici senza essere esposto, il presepe è tornato in funzione. «Era tutto conservato in canonica - racconta Lusardi - alcune parti si erano deteriorate, ma il cuore della struttura era rimasto funzionante». Il recupero ha richiesto un complesso lavoro sugli impianti, la sistemazione dei cieli per l'alternanza giorno-notte e il riposizionamento delle scene. Fondamentale il contributo di Luigi "Gigi" Pasotti, progettista originario della struttura meccanica, che l'ha costruita circa trent'anni fa e ha affiancato il gruppo nel delicato lavoro di recupero, insieme al sostegno della parrocchia, dell'amministrazione comunale e delle signore di Volpara che curano ogni anno l'allestimento. Nel presepe trovano spazio il castello, le cascine e la capanna, realizzati artigianalmente, accanto a statuine elettromeccaniche che raffigurano i mestieri di un tempo: il vignaiolo impegnato nella potatura, la donna che gira la polenta, l'arrotino e il campanaro, che scandisce alba e tramonto in un ciclo continuo di circa due minuti. Nel tempo si sono aggiunti anche la stella cometa, la luna, le costellazioni e, più recentemente, il girarrosto con la porchetta sul fuoco. «È stato un lavoro intenso - conclude Lusardi - con oltre 250 cavi da collegare senza possibilità di errore, ma la soddisfazione è enorme quando vedi lo stupore dei bambini davanti alle statuine che prendono vita». Il presepe meccanico di Volpara è visitabile nei fine settimana e nei giorni festivi, dalle 10 alle 18, nella chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano, fino al 15 gennaio. Una tradizione che è identità, memoria e lavoro di comunità. --sara baggini