Il dolce di Pavia

paviaNon esiste 9 dicembre -ma anche nei giorni che lo precedono e lo seguono - senza che i pavesi (di città) non si fermino in pasticceria o dal fornaio di fiducia ad acquistare i "sansirini". Un dolce quasi obbligatorio da assaggiare, da portare alla cena in famiglia o ai colleghi in ufficio: prima di tagliare il panettone e qualsiasi altro dolce natalizio, c'è un appuntamento preliminare goloso: quello con il pasticcino del Santo Patrono: San Siro, appunto, a cui è dedicato il pasticcino di pan di Spagna al cacao, leggermente imbevuto di rhum, farcito con crema di burro alla nocciola e ricoperto da una glassa di cioccolato con la scritta in ghiaccia bianca "San Siro.In realtà il nome autentico sarebbe "Pane di Siro", ma sarebbe fuorviante: non si tratta mica di pane! La tradizione vuole che San Siro portò al Nazareno le ceste contenenti i cinque pani e i cinque pesci del miracolo della moltiplicazione. Il santo è legato alla storia di Pavia perché la tradizione narra che dopo la morte di Gesù, egli fu inviato da Ermagora a Pavia, per portare la parola del Messia. Al suo arrivo, dai racconti, ancor prima di aver ascoltato la predica, il popolo ricevette la notizia dei miracoli di Siro lungo il viaggio, e lo accolse con festeggiamenti. «Sono sempre molto richiesti in città, ma anche da qualche curioso che vuole farli assaggiare fuori zona - spiega Riccardo Serra, titolare e pasticcere di Demetrio - Nelle nostre pasticcerie si trovano in monoporzione, il formato che va per la maggiore, e come torta da quattro, sei e otto persone, portata in tavola come vero e proprio dolce a fine pranzo di San Siro». --El. La.