Cantine Ermes, investimenti a Canneto con nuovi serbatoi e la prima linea di vini

l'intervistaOliviero Maggi / canneto paveseOtto nuovi serbatoi per aumentare la capacità produttiva del sito di Canneto del 40% e la prima linea di sette vini che uscirà con il marchio Oltrepo. Archiviata la seconda vendemmia in Oltrepo Pavese, dopo l'acquisizione nel 2024 dell'ex Cantina sociale di Canneto Pavese, Cantine Ermes, prima cooperativa di primo livello italiana, sta partendo con una serie di investimenti e progetti. Ce li racconta Rosario Di Maria, presidente di questo gruppo in crescita che nel 2024 è stato considerato una delle 10 "imprese vincenti" secondo Banca Intesa e quest'anno ha beneficiato di un minibond di Cassa depositi e prestiti.Presidente Di Maria, può tracciare un bilancio di questi primi due anni in Oltrepo Pavese?«Sicuramente il nostro è un bilancio molto positivo: sin dai primi giorni siamo stati accolti con entusiasmo sia dai produttori che dalle istituzioni. Ciò che si percepiva era la mancanza di una visione diversa di ciò che era stata, fino a quel momento, la gestione della cantina e la produzione dei vini. Da parte nostra c'è stata una analisi positiva sull'ottima qualità dei vini, per questo già nella prima campagna vendemmiale ci siamo resi operativi con le pigiature».Quest'anno, dopo una vendemmia importante, dove avete avuto il primato dei conferimenti, sono iniziati i lavori di ampliamento e ammodernamento. Quali sono gli obiettivi?«La Cantina di Canneto ha bisogno di interventi per migliorare la ricettività delle uve. Nonostante ciò, quest'anno siamo riusciti ad organizzarci così da non creare difficoltà ai produttori, mantenendo tempi di scarico delle uve nella norma. Oggi stiamo lavorando su due fronti: aumentare la potenzialità di scarico uve ed ampliare la capacità fermentativa. Abbiamo già con un appalto autorizzato per la realizzazione di 8 serbatoi grandi per la fermentazione delle quantità più importanti. Gli investimenti aumenteranno la capacità produttiva del sito di Canneto del 40% con un miglioramento della qualità dei vini. Già l'anno scorso avevamo investito in tecnologia e impianti, con la realizzazione dell'impianto di depurazione».Cosa l'ha colpita di più dell'Oltrepo Pavese sia a livello di territorio che di prodotti?«L'accoglienza del territorio mi ha colpito fin da subito, così come l'attenzione che i produttori hanno dedicato al nostro progetto di multiregionalità. È stato subito compreso che la nostra Cooperativa punta a valorizzare le produzioni di eccellenza e nello stesso tempo fa i conti con i conti economici delle aziende agricole, prestando attenzione al flusso finanziario, che è fondamentale per sostenere le spese di gestioni. Dal punto di vista dei prodotti, sicuramente il Pinot Nero, eccellenza del territorio, ci ha impressionato fin da subito: da un lato vinificato in bianco, perchè è in grado di esprimere mineralità e acidità, dall'altro un rosso fruttato e corposo».Quando usciranno le prime bottiglie Oltrepo con il marchio di Cantine Ermes?«Quello delle bottiglie in Oltrepo è un progetto in fase iniziale: qualche giorno fa abbiamo presentato ai soci la linea di vini con cui stiamo iniziando il percorso. Chiaramente ci vorrà del tempo prima che la distribuzione entri a pieno regime. La linea prevede tre vini fermi, due frizzanti e due a bassa gradazione alcolica».Il settore vitivinicolo sta vivendo una crisi importante, legata sopratutto alle vicende di Terre d'Oltrepo. Come vi ponete rispetto al Consorzio e alle altre realtà?«Quello che è accaduto a Terre è qualcosa di travolgente per tutto il territorio in termini anche di immagine mediatica. Oggi più che mai si deve fare squadra con i produttori, a tal proposito enti come il Consorzio dovrebbero ascoltare le esigenze di tutti per regolamentare al meglio le produzioni: so che sta lavorando sul abbassare le rese e credo che questa scelta non sia la migliore per i viticoltori. Se abbassassimo le rese, dovremmo alzare il prezzo per mantenere una redditività minima e non è così semplice. Oggi i prezzi non possono aumentare più di tanto: solo una piccolissima parte si può posizionare a buon livello di prezzo mentre la maggior parte della produzione deve avere un prezzo che dia la possibilità di raggiungere un consumatore di medio livello». --© RIPRODUZIONE RISERVATA