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codevillaRiscoprire una figura quasi assente dalla memoria collettiva e restituirle il ruolo che merita nella storia del Novecento: è l'obiettivo del libro Madre della Repubblica. Maria Maddalena Rossi nell'Italia del '900, che viene presentato oggi alle 15 nella sala consiliare di Codevilla, in un dialogo pubblico tra l'autrice Benedetta Sceresini e Pierangelo Lombardi. La storica valtellinese, formatasi all'Università di Pavia, si è avvicinata alla figura di Rossi grazie alla professoressa Elisa Signori, che le propose un personaggio sorprendentemente privo di studi monografici. Da quella intuizione è nata una ricerca avviata con la tesi magistrale, svolta negli anni della pandemia, e poi ampliata grazie a una borsa di studio del Comune di Codevilla, paese d'origine della costituente, su impulso del sindaco Marco Dappiaggi. «Era estremamente riservata: non esistono diari né carteggi privati», spiega Sceresini. Un silenzio che riflette il carattere della politica comunista, sempre concentrata sulla dimensione pubblica. Eppure il suo contributo istituzionale fu notevole. Dal 1946 al 1963 portò avanti battaglie allora rivoluzionarie, come l'accesso delle donne alla magistratura e le iniziative sul parto indolore. «Parlava del corpo femminile quando farlo in pubblico era quasi impensabile», ricorda la storica. Durante la ricerca sono emersi anche aspetti inattesi. A Codevilla, Rossi lasciò una preziosa collezione d'arte moderna, con opere anche di Guttuso: una traccia della sua sensibilità culturale. Materiale fotografico consultato da Sceresini ha inoltre permesso di ricostruire i suoi numerosi viaggi, dalla Cina all'Indonesia, rivelando una donna curiosa e aperta al mondo. Da queste immagini nasce anche la foto di copertina che la ritrae all'aeroporto di Ciampino. Chimica di formazione in un'epoca in cui le donne nelle discipline scientifiche erano poche, Rossi lavorò nella chimica industriale alla Zambelletti di Milano, distinguendosi per modernità e rigore. «Una donna difficile da incasellare, capace di guardare oltre il suo tempo», sottolinea Sceresini. Una figura da riscoprire, conclude l'autrice, «perché il cammino dell'emancipazione femminile non è stato lineare né scontato, e Rossi ne è stata una protagonista fondamentale». --sara baggini