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Luca Simeone / paviaAvanzano il settore dei servizi e l'edilizia, mentre arretrano manifatturiero e agricoltura, nel quadro di un territorio che conferma le debolezze del suo sistema economico: a partire dalla elevata percentuale di microimprese, per proseguire con la notevole crescita delle procedure concorsuali a carico delle aziende, e con esportazioni in crescita ma quantitativamente modeste e a fronte di un saldo nettamente negativo rispetto all'import.Il rapporto sull'economia provinciale nel 2024 della Camera di commercio di Cremona, Mantova e Pavia propone una grande quantità di dati, raffronti e analisi.la dinamica delle impreseDopo quelle di Milano e Brescia, la Camera di commercio di Cremona, Mantova e Pavia, nata un anno fa, è la terza per numero di imprese: sono 96.540 le attive, e Pavia contribuisce con le sue 39.723 (il 41%). Un numero sostanzialmente stabile rispetto al 2023, ma nel raffronto con il 2019, ovvero il periodo al pre Covid, la contrazione è stata del 3,8% (circa 1.500 imprese in meno). Si tratta tuttavia di una tendenza generalizzata, non solo della provincia di Pavia, che però continua a essere caratterizzata - in quasi tutti i settori - da un forte "nanismo" delle aziende: la percentuale di imprese individuali è, anche rispetto a Cremona e Mantova, nettamente più alta, raggiunge quasi l'80% nell'agricoltura, oltre il 70% nelle costruzioni, il 46% nella manifattura, il 53% nei servizi, mentre è allineata alle altre due province sul commercio (66%). In media le azienda della provincia hanno appena 3 dipendenti, anche qui meno di Cremona (3,99 e Mantova (4,7).crescono servizi ed ediliziaE nonostante l'incremento delle società di capitali - imprese più strutturate - del 4,3% nel 2024 rispetto all'anno precedente, la quota sul totale delle aziende provinciali rimane bassa (sono il 22,2%, meno della media nazionale e lombarda, pari al 28,3% e al 36,4%).Il commercio si conferma come il comparto più rilevante in provincia, con il 22% delle imprese locali. A seguire il settore delle costruzioni, che con il 19% assume sempre di più un ruolo di primo piano nell'economia provinciale (erano ben 7.599 alla fine dello scorso anno) e presenta un'incidenza superiore rispetto a Cremona e Mantova. Quindi l'agricoltura (14% del totale delle imprese attive) e la manifattura (9,6%). E se nel 2024 commercio, manifattura e agricoltura hanno subito una flessione nel numero, tanto l'edilizia (+1,1%) quanto il variegato comparto dei servizi presentano invece una crescita (anche in termini di occupazione, ed è l'unico comparto): da segnalare in particolare quello, interessante, delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+4,4%), oltre a quelle finanziarie e assicurative (+3,5%), noleggio, agenzie di viaggio, servizi supporto imprese (+2,4%) e immobiliari (+1%).liquidazioni in forte aumentoSono tutti indicatori di come l'economia provinciale si stia spostando sempre di più verso terziario, dato confermato anche dalle analisi dell'istituto Tagliacarne - citato nel rapporto della Camera di commercio - che indica come il 68% della ricchezza prodotta in provincia di Pavia (in termini di valore aggiunto) arriva dai servizi, e si tratta di una percentuale di circa dieci punti superiore a quella di Cremona e Mantova, rispetto alle quali per contro Pavia presenta una quota di valore aggiunto sul totale nettamente più basso in agricoltura e nella manifattura.Manifattura che primeggia solo in quanto a numero di addetti sul totale (26.308, il 22,5%) grazie alle dimensioni medie più elevate. Ma sotto l'aspetto della produzione, dopo la ripresa post Covid a partire dal 2022 sia l'industria che ancora di più l'artigianato hanno imboccato una parabola discendente, più accentuata di quella regionale. Tra gli elementi positivi della struttura economica provinciale c'è la buona percentuale di imprese femminili (oltre il 22% del totale), quindi con donne socie e o titolari di imprese o con cariche in azienda (commercio e servizi i settori principali, quelle di maggiori dimensioni come addetti si trovano nella sanità e assistenza sociale, dove arrivano mediamente a circa 18 occupati ciascuna). In positivo anche l'aumento - in controtendenza - delle imprese giovanili, cioè quelle guidate da under 35 (sono 3.293, +1,2%). Preoccupante invece l'aumento notevole (+39%) delle procedure concorsuali a carico delle imprese, segno di «crescente difficoltà economica nel tessuto produttivo locale», rileva il report della Camera di commercio. Sono state 333, in maggioranza (il 60%) scioglimenti e liquidazioni.--