Venditti allo scontro con i pm sui telefoni «Un accanimento»
Maria Fiore / PAVIA«Mi chiedo quando finirà questo accanimento fondato sul nulla». L'ex procuratore di Pavia Mario Venditti ha pronunciato poche parole di commento al termine dell'udienza di ieri davanti al tribunale del Riesame di Brescia, dove il suo difensore Domenico Aiello ha chiesto la restituzione dei telefonini e computer sequestrati il 26 settembre nell'indagine sulla presunta corruzione legata all'archiviazione nel 2017 di Andrea Sempio, ora ancora indagato per l'omicidio in concorso di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. Insieme a Venditti (che è indagato con Giuseppe Sempio) hanno fatto ricorso al Riesame anche i due ex carabinieri della polizia giudiziaria Giuseppe Spoto (avvocato Marco Casali), che si era occupato delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, e Silvio Sapone (avvocati Massimo Marmonti e Giorgia Spiaggi), che nel 2017 era responsabile della polizia giudiziaria. L'assenza dei pm All'udienza non c'erano i pm di Brescia: un'assenza che la difesa di Venditti ha definito «inaccettabile», perché «conferma la condotta tenuta finora di assoluto disinteresse sugli effetti che, con superficialità e incuria, sono stati prodotti sulla vita di Venditti. I pm - ha aggiunto Aiello, che in aula ha citato il filosofo e scrittore francese Jean-Paul Sartre recitando la poesia "L'anatema" - disertano l'udienza senza nessuna giustificazione, con un comportamento inqualificabile, dopo aver appreso da tre avvocati diversi, sentiti come testimoni, che i soldi sono stati presi da loro».Terzo ricorsoIl Riesame si è riservato e la decisione dovrebbe arrivare entro giovedì della prossima settimana. Questo è il terzo ricorso al Riesame di Venditti, dopo che gli stessi giudici avevano già annullato il primo decreto di sequestro per la genericità della richiesta firmata dal procuratore capo di Brescia Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola nell'ambito del filone su Garlasco e accolto anche il secondo ricorso sui sequestri eseguiti nell'ambito dell'indagine sul "Sistema Pavia", che vede Venditti indagato insieme all'ex pm di Pavia, ora a Milano, Paolo Mazza.Il filone su GarlascoL'ipotesi dei pm è che l'archiviazione incassata da Andrea Sempio nel 2017 sia stata agevolata - per un prezzo che si aggira tra 20-30mila euro - dall'ex pm Venditti, indagato insieme a Giuseppe Sempio. Sui soldi pagati dai familiari di Sempio sono stati sentiti, nei giorni scorsi, gli avvocati dell'ex pool difensivo, Federico Soldani, Simone Grassi e Massimo Lovati. Venditti ieri sera in tv ha dichiarato: «Mi sarei dovuto fermare a gennaio 2017, non avrei dovuto proseguire nelle indagini, quando c'è stato il pronunciamento della Corte d'Appello di Brescia sull'inammissibilità della revisione. Aver fatto delle indagini è stato un mio eccesso di zelo». --