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Fabrizio Merli / paviaSi chiamano "Zis" e l'acronimo sta per "Zone di innovazione e sviluppo". Sono la carta che Regione Lombardia intende giocare per rendere il territorio sempre più competitivo, anche a livello internazionale. Volendo riassumere al massimo l'idea è quella di connettere le Università, i centri di ricerca, gli hub di innovazione, la filiera del credito e gli istituti di formazione. In questo contesto, Pavia punterebbe sulla microelettronica e diventerebbe centro di riferimento a livello regionale, esaltando il valore di quello che è già il distretto della microelettronica e portandolo su una scala più vasta. Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia sta presentando le Zis nelle varie province lombarde.Assessore, ci può spiegare cosa sono queste Zis?«Regione Lombardia pubblicherà una manifestazione di interesse (un bando - ndr) per questo nuovo strumento a disposizione dei territori. Noi cosa vogliamo fare? Vogliamo costruire dal punto di vista virtuale e non fisico delle capitali settoriali. Per capirci faccio un esempio specifico: Pavia ha il distretto della microelettronica ed è la realtà che noi pensiamo possa diventare una zona di innovazione e di sviluppo se il territorio deciderà di candidare questo settore».Come funzionerà in concreto?«Si sostanzierà in una connessione continua, cioè in un lavoro continuo, in una sorta di coworking tra ricerca, aziende, università e formazione anche attraverso gli Its (Istituti tecnici superiori, percorsi di studi post-diploma di alta specializzazione tecnologica) e la filiera del credito per cui c'è anche la parte, diciamo così, di start-up e di investimenti di fondi privati. La Zona di innovazione e sviluppo per noi ha alcuni elementi di novità. Il primo è che viene riconosciuta la verticalizzazione settoriale. Il secondo è che c'è una peculiarità territoriale che per tradizione, per mappatura, per presenza, insomma per tutto quello che ci siamo detti prima, identifica un settore».Quindi, Pavia come "capitale lombarda" della microelettronica?«Certo diventa la capitale territoriale, diciamo così, di un settore specifico, della microelettronica che coordinerà tutta la strategia settoriale di tutta la nostra regione. Regione Lombardia cosa farà? Connetterà all'interno di quella Zona di innovazione e sviluppo anche la parte di microelettronica che magari sarà su altri territori regionali».Per cui il capoluogo prescelto diventa coordinatore anche per la microelettronica che viene sviluppata a Bergamo, Brescia o Lodi? «Esattamente. Questa connessione apporta, evidentemente, alcuni vantaggi dal punto di vista anche dell'azione, della tempistica, nel senso di anticipare i tempi dell'innovazione, ma anche dei vantaggi dal punto di vista economico».Vantaggi per il credito?«Intanto presentare un ecosistema completo significa attrattività per nuovi investimenti. Investire a quel punto a Pavia sarà vantaggioso per chi si occupa di micro elettronica perché trova tutto quello di cui ha bisogno, ha un vantaggio a livello di anticipo dei tempi sul mercato, sulla competizione e poi diventa attrattivo anche di talenti. Poi la Zis potrà dirci "Guardate che noi abbiamo delle esigenze sul credito o a livello formativo" oppure ci dirà anche "Guardate che sta si sta costruendo un regolamento a livello europeo che ci mette in difficoltà". A quel punto, la Regione, oltre ad avere il dovere di intervenire dal punto di vista politico-istituzionale, avrà anche gli elementi tecnici per poter affrontare la discussione. Poi ci sarà tutta la filiera formativa».Può fare un esempio?«Un ragazzo di Cremona che per tanti motivi è appassionato di microelettronica troverà nella Zona di innovazione e sviluppo di Pavia tutta la filiera formativa, cioè tutto il percorso formativo da fare e tutte le opportunità di lavoro».Come faranno i territori ad aderire?«Quando ci sarà la manifestazione di interesse, entro fine anno, ci sarà una struttura dedicata attraverso il mio assessorato che si metterà a disposizione l'accompagnamento dei territori. Quello che sarà fondamentale è la sinergia».Non è secondario...«La sinergia territoriale vuol dire che non saranno coinvolte solo le aziende nella progettualità, ma saranno coinvolti anche tutti i servizi alle aziende, la formazione, la ricerca, il credito, ma anche le istituzioni pubbliche, per cui chiederemo, tra virgolette, la bollinatura da parte delle istituzioni territoriali rispetto a questa peculiarità. Quando c'è sinergia, quando c'è connessione c'è anche vantaggio dal punto di vista economico. Quando viene certificato vantaggio economico, poi tutto diventa naturale». --© RIPRODUZIONE RISERVATA