«Deve restare in cella perché può farlo di nuovo»
PAVIA«L'incapacità di autocontrollo» e il suo ignorare «il dissenso manifestato dalla vittima, da lui decodificato come un accidente» lo rendono un soggetto pericoloso. Secondo il giudice Pasquale Villani il 29enne accusato di violenza sessuale sulla studentessa deve restare in carcere perché potrebbe rifarlo. Il pericolo di reiterazione del reato, d'altra parte, secondo il giudice è confermato dalla stessa dinamica dei fatti: il 29enne «dopo aver posto in essere una raggelante violenza sessuale non ha avuto remora di sorta a compierne un'altra», molestando la poliziotta che lo stava sottoponendo ai tamponi per i rilievi tecnici. Nel provvedimento di convalida notificato ieri pomeriggio all'avvocato difensore Massimiliano Noscardi il giudice Villani pone l'accento sulla personalità dell'indagato, orientata a portare a termine «violazioni dell'altrui sfera di autodeterminazione sessuale». In questo contesto «il consenso all'atto sessuale della donna sembra essere da lui ritenuto un trascurabile orpello a carattere meramente accessorio ed ancillare» e il dissenso, manifestato in questo caso dalla vittima senza alcuna possibilità di equivoci, come hanno anche dichiarato i testimoni vicini di casa che hanno sentito le sue urla strazianti, «è da lui decodificato come un accidente», un fatto secondario rispetto «alla preminente impellenza di dar sfogo ai propri bassi istinti pulsionali». La decisione del giudice di disporre il carcere per l'indagato quasi prescinde dalla sua confessione: bastano e avanzano, per il magistrato, i rilievi fatti sulla scena del reato (gli investigatori hanno sequestrato diversi oggetti) ma soprattutto conta «la coraggiosa e coerente ricostruzione dell'accaduto» da parte della vittima, che nonostante lo choc e il trauma per la violenza subita ha riconosciuto subito il suo aggressore e lo ha fatto arrestare. Il 29enne rischia fino a 12 anni di carcere ma la pena potrebbe essere aumentata. --m. fio.