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Nella Battaglia combattuta alle porte di Pavia nel 1525 in cui fu fatto prigioniero nientemeno che il re di Francia, sarebbe morto anche «un re di Scozia». Identificato dal cronista Martino Verri come tal Giacomo Amilton, sarebbe stato ucciso vilmente da un mugnaio di cui si era incautamente fidato (mugnaio che poi venne prontamente impiccato insieme alla sua famiglia).E certamente non tutti sanno che al cospetto di Francesco I, accampato a San Lanfranco e impegnato nell'assedio alla città di Pavia, si presentò, nell'inverno del 1524, il letterato veneziano Bernardo Tasso, padre del più celebre Torquato. Curiosità, aneddoti, storie che Marco Galandra, ingegnere chimico prestato alla storia militare, racconta nel volume Battaglia di Pavia. 24 febbraio 1525. Luoghi, persone, curiosità (Ponzio Editore). Il volume esce nell'anno celle celebrazioni del Cinquecentenario dell'evento che ha cambiato le sorti dell'Italia e soprattutto dell'Europa, con la vittoria del sovrano spagnolo Carlo V. Galandra ripercorre i fatti storici, traccia il profilo dei protagonisti, ricostruisce le fasi dell'assedio della città e l'arrivo dei soccorsi. Un racconto dettagliato sui soldati e sulle armi usate dagli eserciti in campo: fanti, cavalleria, archibugieri e artiglieri. Galandra, del resto, è anche un collezionista di modellini e di soldatini in resina e (d'epoca) in piombo nelle loro uniformi, riprodotte fedelmente . Il libro ha un apparato iconografico ricco, dai ritratti dei protagonisti a scene della battaglia, ma anche mappe e carte che propongono la disposizione delle truppe sul campo di battaglia. Quasi un manuale di tecnica militare. L'autore apre però anche uno squarcio sulla città, e quello che ne resta, dopo la battaglia. Dopo un relativo e breve periodi di tregua, Pavia si ritrova nuovamente al centro di scorribande e contenziosi politico-militari.Nel 1527 i francesi, che non hanno ancora digerito la cocente sconfitta, tornano a Pavia e mettono a ferro e a fuoco la città. «Il saccheggio dura otto giorni - scrive Galandra - . Moltissimi cittadini vengono uccisi, spesso do po aver subìto orrende torture per costringerli a rivelare il nascondiglio dei loro beni. Donne, ragazze e monache subiscono violenza. E anche la statua del Regisole viene strappata dal suo piedistallo». --m.g.p.