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Sandro Barberis / mortaraAnche senza guida politica, il Comune di Mortara va avanti con l'attività degli uffici. Tra queste il recupero crediti dei tributi locali non pagati. Gli uffici comunali hanno avviato le pratiche per recuperare oltre 300mila euro. Tra Tari e Imu, gli avvisi di accertamento approvati di recente arrivano a un totale di circa 305mila euro.il recupero creditiPer la Tari 2022 l'imposta pura ammonta a circa 37.500 euro, a cui si aggiungono 2.500 euro di addizionale provinciale, 10mila euro di sanzioni, 3mila euro di interessi e 1.700 euro per le spese di notifica, per un totale di circa 55mila euro. Per l'Imu 2023 l'imposta pura è di circa 185mila euro, con 54mila euro di sanzioni, 8mila euro di interessi e 3.300 euro di spese postali, raggiungendo un totale di circa 250mila euro. Nei mesi scorsi il Comune ha avviato anche un'operazione di recupero per Imu arretrata relativa agli anni 2017 e 2018, con circa 1,1 milioni di euro mancanti: 829mila euro di imposte, 37mila di interessi, 215mila di sanzioni e quasi 10mila euro di spese di notifica.Imu e Tari sono le due principali voci di entrata per il Comune: l'Imu porta ogni anno circa 3 milioni di euro, mentre la Tari supera i 2,6 milioni. Tuttavia, se l'Imu rappresenta vera "moneta fresca" per il bilancio comunale, il discorso è diverso per la Tari.Gli incassi della Tari servono infatti a coprire i costi del servizio di raccolta rifiuti, gestito dalla Sangalli con il porta a porta: il Comune incassa il tributo e lo versa al gestore. In città vengono prodotti circa sei milioni di chili di rifiuti all'anno, di cui il 61% da utenze domestiche e il restante 39% da attività commerciali e aziende. --