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PaviaL'inquietantecaso dirigentiGentile direttore,Negli ultimi giorni la stampa ha dato ampio risalto al procedimento disciplinare che ha portato alla sospensione della dirigente dei Lavori Pubblici del Comune di Pavia, l'architetto Mara Latini. Anche senza entrare nei dettagli tecnici, ancora non del tutto noti, emerge un quadro di forte incomunicabilità tra la Giunta e i dirigenti operativi. Questo settore è oggi tra i più esposti a pressioni e difficoltà, dovute a numerose questioni ancora irrisolte. È inevitabile domandarsi quali siano le cause di un deterioramento così marcato nei rapporti interni. L'impressione è che ad alimentare i contrasti vi sia quella che in molti definiscono "annuncite": la tendenza della politica a moltiplicare dichiarazioni e promesse che risultano difficili da tradurre in atti concreti. Quando l'annuncio diventa più importante della realizzazione, il dirigente è in obbligo di richiamare al rispetto delle norme e delle procedure, con il rischio di trasformare un atto dovuto in un presunto atteggiamento di resistenza.ll caso di Pavia potrà essere utile per comprendere meglio i meccanismi che regolano l'amministrazione locale. Da un lato vi sono progetti ambiziosi, come l'acquisto di un idroscalo, la costruzione di nuove piscine, ponti o la realizzazione di radiali definite progressiste e ambientaliste. Dall'altro lato vi è l'esigenza di rispettare vincoli giuridici, tempi amministrativi e sostenibilità economica. Certamente in questo contesto finiranno per prevalere dirigenti più disponibili e consulenti compiacenti, il cui compenso sarà direttamente proporzionale alle stramberie che dovranno legittimare.Nicola Niutta. consiglierecomunale Fratellid'ItaliaIl casoQuella nominaalla FeniceSono pienamente d'accordo con i colleghi musicisti dell'Orchestra del Teatro La Fenice, che hanno giustamente denunciato il mancato coinvolgimento nella decisione della recente nomina del nuovo direttore.Se è vero che in gran parte d'Europa e del mondo i direttori musicali vengono scelti direttamente dalle orchestre - basti pensare ai Berliner Philharmoniker - in Italia resiste la cattiva abitudine di affidare queste scelte a consigli di amministrazione spesso composti da persone prive di competenze, più attente alla lottizzazione politica che al merito artistico.I musicisti hanno fatto bene a esprimere il loro dissenso. Non dimentichiamo che da quel teatro, sede di prime assolute di Bellini, Rossini, Donizetti e Verdi (Rigoletto, Traviata), sono passati direttori come Herbert von Karajan, Karl Böhm, Claudio Abbado, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Seiji Ozawa, Lorin Maazel, Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung e altri. La protesta è, e deve restare, puramente artistica: o sei bravo o non lo sei; o sei capace o non lo sei; o sei un musicista o non lo sei. Il ruolo di direttore musicale richiede preparazione, esperienza e competenza: qualità che - secondo i professori d'orchestra - non si riscontrano, al momento, nella persona nominata. Per entrare stabilmente in un'orchestra bisogna vincere un concorso; per diventare direttore, invece, sembra che bastino le conoscenze giuste. E allora: a cosa serve studiare se il merito non conta nulla? A voi la risposta.Walter Casaligià Direttore dei Conservatoridi Pavia e PiacenzaLa storiaCerco a Paviadue vecchie amicheScrivo perché sarebbe mio desiderio avere notizie di due amiche di vecchia data, Graziella e Ivana, che furono legate a mia moglie Lucia Bergamaschi (nata a Pavia nel 1946, residente prima del matrimonio nel quartiere Colombarone) e a sua cugina Gege (che abitava in via Rezia). Graziella e Ivana ci aiutarono, allora, a trovare abitazione in corso Garibaldi.Pasquale DeambrosiCasteggio