Senza Titolo

Non c'è giorno da quando Trump si è insediato alla Casa Bianca che il mondo della politica internazionale non si interroghi su quali siano gli scopi ultimi, le strategie del Presidente americano. E' una ricerca incessante e frenetica perché il soggetto in questione, oltre a fare a pezzi gli schemi della politica antecedenti alla sua presidenza, si muove in modo schizofrenico e contradditorio, o almeno così appare. Per contro mi sembra utile, al fine capirne di più su cosa ci sia da aspettarsi da Trump prescindendo da ogni considerazione di ordine ideologico ed etico. Vedo, principalmente e in modo marcato, tre gravi limiti. Il primo è l'evidente volontà di scegliere i propri collaboratori privilegiando in modo netto, se non addirittura esclusivo, la fedeltà fino all'ubbidienza cieca e assoluta dei prescelti a scapito della capacità e della competenza. Il secondo limite è il manifesto intendimento di vendicare torti, offese subite, o comunque tali considerate, fino a farne uno strumento atto a dissuadere chi si proponga di ostacolare le sue iniziative. Il terzo limite è dato dalla costante e ossessiva preoccupazione, non certo dissimulata, sulle prese di posizione dei media, del mondo dell'informazione in generale, come se il primo avversario, se non nemico, da combattere fosse costituito da tutti quelli che criticano e/o esprimono riserve sull'operato e sulle dichiarazioni del Presidente. Ciò determina un perverso corto circuito privo di senso in una logica di libertà di espressione, indicativo al contempo di un complesso di debolezza, insicurezza e intolleranza. Penso che con questi tre limiti il Presidente Trump abbia ben poche possibilità di portare al successo nel tempo (ma neanche troppo) i suoi progetti qualunque essi siano, forse solo qualcuna in più delle possibilità di vincere alla lotteria da parte di quelli privi del relativo biglietto. Di ciò sicuramente terranno conto i suoi avversari in generale e di quelli degli USA in particolare. C'è da augurarsi che ne tengano ancor più conto coloro che fanno ancora affidamento sull'amicizia e alleanza con gli USA stessi.Franco Castagnola. Robecco Pavese