Castello di Mirabello Galandra: «Per 30 anni lo si ceda a un privato»
PAVIAAffidare il castello di Mirabello a un privato. La proposta, che arriva da Marco Galandra, vicepresidente del Comitato per il quinto centenario della Battaglia di Pavia, vuole essere la soluzione che consentirebbe di salvare il maniero voluto nel Trecento dai Visconti, eretto all'interno del grande spazio verde che fu teatro dello scontro che si consumò il 24 febbraio 1525 tra le truppe francesi di Francesco I e l'armata dell'imperatore Carlo V d'Asburgo. Un monumento che, dice il presidente del Comitato Luigi Casali, chiede di essere tutelato e che invece è vittima di «un degrado eccessivo e diffuso». Casali indica i segni lasciati dall'acqua che deturpano la facciata del castello di Mirabello, ricorda i danni provocati dai piccioni che riescono a introdursi all'interno a causa degli infissi compromessi, mostra gli alberi del parco, che aveva ospitato la rievocazione della Battaglia di Pavia, aggrediti dall'ifantria.Situazione di abbandono«In quel punto c'erano i pluviali in rame che erano stati rubati lo scorso febbraio - spiega il presidente - quando piove, l'acqua finisce direttamente sui mattoni. Si è formata una macchia verde, segno che la muffa si è ormai impadronita di questa porzione di muro. Sappiamo che la posa dei pluviali dipende anche dalle autorizzazioni rilasciate dalla Soprintendenza che ha chiesto di installarli nuovamente in rame. Ma i tempi si stanno allungando eccessivamente e forse sarebbe opportuno utilizzare temporaneamente quelli in plastica».Una situazione di abbandono che «ci sta molto preoccupando», dice il Galandra. «Il Comune potrebbe coinvolgere un privato - spiega - si potrebbe concedere la struttura in comodato d'uso per trent'anni, periodo in cui avvierebbe attività di suo interesse e procederebbe con interventi di recupero. Una soluzione che eviterebbe il collasso di un monumento importante. Il sindaco si era impegnato a trovare le risorse per il recupero del castello, ma siamo preoccupati». «Tutte le proposte sono utili - precisa il sindaco Michele Lissia - è chiaro che bisogna analizzarle e valutarne la fattibilità tecnica ed economica». --Stefania Prato