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ZAVATTARELLOLa sofferenza e l'orgogliosa resilienza del popolo tibetano, dopo 70 anni di occupazione cinese, raccontate dai monaci costretti a rifugiarsi nell'India meridionale, sono al centro de «Un mandala per Zavattarello», iniziativa promossa dall'Istituto studi di buddismo Ghe Pel Linga di Milano col patrocinio del Comune, che si propone di raccogliere fondi per il mantenimento delle strutture monastiche e delle scuole ricostruite dagli esuli nel sud dell'India. Ospiti della località dell'Alta Val Tidone, sono da oggi a domenica 10 agosto i monaci del Washul Mentsen provenienti dal monastero di Drepung Gomang. I religiosi, oltre a realizzare un Mandala di sabbia colorata (tra le più alte espressioni spirituali e artistiche della tradizione buddhista), impartiranno benedizioni e celebreranno "Puje" (cerimonie rituali), dando vita a momenti di approfondimento e riflessione sia sulla meditazione secondo il buddismo tibetano, sia sulla storia tormentata del Tibet. Nelle sale del castello Dal Verme saranno allestite due mostre, dedicate ai Thangka, stendardi della tradizione tibetana dipinti o ricamati, e alla vita e gli impegni del 14esimo Dalai Lama. Oggi alle 17 cerimonia di purificazione del luogo in cui verrà realizzato il Mandala; poi l'inaugurazione delle mostre. --