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PaviaBene dare più occasioni ai giovani che vogliono diventare medici aumentando i posti nelle facoltà, ma serve una "regia" nazionale per evitare di passare dall'attuale carenza di professionisti della salute a un esubero. È la posizione di Claudio Lisi, presidente dell'Ordine provinciale dei medici: «Ben venga la possibilità di dare a più studenti l'opportunità di seguire un percorso di laurea, ma solo se ben programmata in base alle reali esigenze di medici e odontoiatri e ai fabbisogni del sistema sanitario nazionale». E vista la programmazione dei fabbisogni che nei decenni passati ha determinato la carenza di medici, il presidente afferma: «Mai come ora è necessaria una programmazione adeguata ed efficace, altrimenti si rischia di passare dalla carenza di medici all'eccesso opposto». Il nodo didatticaLisi mette in guardia sui potenziali rischi di allargare troppo la platea di studenti: negli ultimi anni, infatti, il ministero dell'Università ha aumentato a più riprese il numero di posti disponibili nelle facoltà di Medicina. «Dobbiamo continuare a garantire agli studenti un'elevata qualità formativa, una selezione trasparente e risorse adeguate. Anche le scuole superiori possono giocare un ruolo in questo senso, lavorando insieme agli Ordini professionali e sviluppando percorsi di orientamento già prima dell'arrivo in università - dice il presidente dell'Ordine - A questo proposito vorrei ricordare che nel nostro territorio abbiamo avviato due percorsi di orientamento professionale verso la facoltà di medicina: si tratta di quelli realizzati insieme al liceo Copernico di Pavia e al Maserati di Voghera, realizzati sulla scorta dei Licei con biologia a curvatura biomedica portati avanti insieme al ministero dell'Istruzione sin dal 2017».«Uno su due dovrà lasciare»Anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) è intervenuto sulla nuova modalità di accesso a Medicina, che prevede un semestre di prova cui si sono iscritti circa 54mila giovani. «La professione di medico è sempre attrattiva - dice Anelli - e rappresenta un modello di impegno e di sviluppo all'interno della nostra società, un dato che ci fa assolutamente piacere». Ma «Alla fine del semestre, però, solo «un ragazzo su due potrà effettivamente entrare a Medicina - precisa Anelli - e questo sicuramente può creare problemi». Come per ogni riforma «ci sono luci e ombre. E comunque, nonostante tutto, 54mila ragazzi vogliono fare i medici. E questo è molto bello». Per il presidente Fnomceo, il limite è che «chi non riesce a superare il semestre perde 6 mesi. Su questo abbiamo sempre espresso perplessità». SI.P