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Maria Fiore / PAVIAL'ex Snia, area dismessa tra le più grandi della città, torna all'asta al costo di un appartamento, anche se di lusso: 483mila euro per 107mila metri quadrati di terreno, edifici industriali in parte demoliti e un'area di parcheggio tra viale Partigiani e viale Montegrappa. Il 23 settembre si tenterà il decimo incanto: l'area è in vendita dal mese di novembre 2022, quando fu messa all'asta per 6 milioni di euro. Negli anni il prezzo è crollato di asta in asta. Ogni tentativo finora è andato a vuoto.Qualche manifestazione di interesse è arrivata nell'ufficio del curatore fallimentare, Davide Pirani, e anche all'ufficio tecnico del Comune, ma a frenare le offerte concrete sono i costi della bonifica: l'ultima stima è di 40 milioni di euro. «Si spera che con il piano di caratterizzazione avviato dal Comune si avranno più dati a disposizione sia sulla presenza di inquinanti che sui costi - è l'idea del curatore fallimentare Davide Pirani -. Con più dati a disposizione i potenziali acquirenti potranno farsi avanti». Le indagini sui terreni contaminati, il primo passo per procedere alla bonifica, dovrebbero partire per l'autunno. Il ruolo del Comune L'assessore all'Ambiente Lorenzo Goppa conferma: «Si parte dopo l'estate, anche se la riqualificazione vera e propria dell'area avrà un tempo ovviamente più lungo». Alla manifestazione di interesse pubblicata dal Comune per individuare la società che si dovrà occupare del piano di caratterizzazione hanno risposto finora 37 professionisti. Entro la fine di agosto il Settore Ambiente, diretto da Giovanni Biolzi, invierà le lettere di invito ai 34 professionisti che, per partecipare, dovranno presentare delle schede di progetto. L'iter si concluderà con l'individuazione della società che avrà il compito di accertare le contaminazioni presenti. Due tipi di bonificaLa bonifica potrà essere di due tipi: un risanamento del suolo e delle acque chiamato "messa in sicurezza permanente" che comporta una spesa di circa 15milioni di euro. E una più complessa e più completa operazione di bonifica che invece ha un costo stimato di circa 40milioni di euro. La messa in sicurezza permanente va comunque attuata ed è la soluzione che palazzo Mezzabarba adotterà se non troverà un acquirente per quest'area dismessa.Se invece la prossima asta avrà esito positivo e l'ex Snia verrà venduta, toccherà al compratore occuparsi di una bonifica più radicale. È chiaro che l'amministrazione Lissia dovrà andare alla ricerca dei 15 milioni per mettere in sicurezza i terreni che si affacciano su viale Montegrappa. Risorse che potrebbero arrivare da Regione Lombardia. L'assessorato guidato da Giorgio Maione aveva già stanziato 665mila euro per la redazione del piano di caratterizzazione che ha un costo complessivo di 775mila (100mila euro la quota a carico del Comune). Piano che permetterà di individuare e isolare le sorgenti inquinanti, procedendo con i carotaggi e il posizionamento di piezometri. Al termine del piano, l'ente comunale, qualora le aste andassero deserte, provvederà alla messa in sicurezza che permetterà di realizzare un parco urbano. Il Mezzabarba è obbligato dalla normativa vigente ad effettuare una bonifica parziale. Bonifica di cui avrebbe dovuto occuparsi la proprietà. Ma il fallimento della Borgosnia, la società proprietaria del lotto maggiore, che si estende nella parte sud, centrale e ovest dell'area complessiva, e pari al 61% della superficie, aveva fatto allungare i tempi per le indagini sugli inquinanti nel suolo e nelle acque, preliminari al risanamento dell'area. Un piano di caratterizzazione era già stato fatto dalla Borgosnia per valutare la presenza e l'entità delle sostanze inquinanti, ma risale ormai al 2002. --