Mozione bocciata in aula "no" della maggioranza alla comunità energetica
sant'alessioNo, per ora, alla Comunità energetica rinnovabile. Bocciata la mozione presentata in consiglio comunale dal gruppo di opposizione per chiedere che anche Sant'Alessio potesse valutare l'ingresso nel progetto "Cer" fra i Comuni limitrofi di Lardirago e Ceranova o altro gruppo di località con finalità analoghe.La maggioranza che sostiene la sindaca Maria Ivana Cartanì, pur dichiarandosi non contraria ai progetti Cer, al momento vede in essi ancora troppo fumo e pochissimo arrosto. «Un aspetto fondamentale- ha detto- riguarda la forma giuridica delle Cer, spesso costituite come associazioni non riconosciute, prive di personalità giuridica. In tali casi i soci, compresi gli enti pubblici, rispondono personalmente di eventuali debiti o fallimenti, esponendo anche il patrimonio comunale a rischio. Sarebbe un'eventualità inaccettabile, per cui è fuori discussione, ora, la possibilità di aderire a Cer strutturate in questo modo, che sono ancora la maggioranza. Altro nodo cruciale riguarda lo statuto e il regolamento delle comunità, documenti che definiscono le regole interne in fatto di incentivi, costi da sostenere, ruolo dei soggetti aderenti. Aderire a una proposta generica, senza queste informazioni e senza garanzie, significherebbe accettare decisioni prese sopra le nostre teste». Cartanì ha anche ricordato come l'adesione alla Cer non si traduca in sconti automatici in bolletta poiché l'incentivo statale di 8 centesimi/Kwh si lega esclusivamente all'energia condivisa e consumata simultaneamente, ed è versato una volta l'anno, a consuntivo. Ed anche per i Comuni non è previsto un beneficio economico: «Non percepiscono direttamente l'incentivo, ma possono beneficiarne indirettamente, nel caso in cui la Cer preveda una redistribuzione economica ai consumatori che partecipano alla condivisione. Sono ancora troppi i punti oscuri e le incognite. La nostra eventuale adesione avverrà solo con responsabilità». -- Gianluca Stroppa