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Rimandati a settembre: i Ddl di riforma costituzionale relativi al 'premieratò e alla separazione delle carriere nella magistratura non figurano infatti nel calendario dei lavori dell'Aula della Camera di luglio e di agosto messo a punto oggi dalla Capigruppo di Montecitorio. Capigruppo che torna sui suoi passi rispetto all'ultima riunione - quella del 29 maggio scorso - quando la maggioranza avanzò, tra le proteste dell'opposizione, l'ipotesi di inserire prima della pausa estiva le due riforme costituzionali. All'epoca la presidente dei deputati dem Chiara Braga parlò di «forzatura» e «compressione dei tempi» negati con forza dal governo che nel frattempo ha portato avanti il lavoro in commissione con le audizioni di esperti accademici. Oggi Braga legge diversamente - quasi con sollievo - l'inaspettato stop: «maggioranza e governo - osserva infatti - sono vittime di loro stessi, con i decreti che segnano il calendario della Camera, dove non c'è nessuna delle riforme costituzionali, nè madre e nè figlia. Una cosa positiva per noi. La nostra opposizione sarebbe stata durissima, ma» questa circostanza «denota una dialettica e una divisione all'interno della maggioranza», sentenzia. --