In barca lungo il Po per scoprire storia natura e antiche origini
PORTALBERAUna chiacchierata sull'importanza del Po, in traversata con la motonave, tra paleontologia, natura, letteratura, arte, musica. Lunedì pomeriggio, Simona Guioli, direttrice del museo di Scienze naturali di Voghera, ha radunato una ventina tra scrittori, naturalisti, responsabili di biblioteche, musicisti, all'imbarcadero di Portalbera, per «quattro chiacchiere in libertà», partendo dal suo ultimo libro "Balene, squali, mammut. La storia dell'Oltrepo attraverso i suoi fossili". Tra i presenti, gli scrittori Guido Conti e Bruno Civardi, la storica dell'arte Susanna Zatti, l'editrice Elisabetta Balduzzi (Libreria Ticinum Editore), il musicista Furio Sollazzi, i naturalisti Francesco Tomasinelli e Vera Pianetta, Andrea Scagni, esperto del fiume, Maria Grazia Vercesi, i volontari dell'associazione "Amici del Sorriso", a cui è devoluto il ricavato della vendita del libro. Alla guida della motonave Marco Destro, titolare del ristorante "L'Avamposto sul grande fiume" di Portalbera. Durante la traversata, Guioli ha mostrato alcuni fossili trovati sul ghiaione di Po: il femore di un bisonte, il cranio di un cervo, la mandibola di un rinoceronte delle steppe. «Il Po ha ancora molto da dire e c'è ancora molto da raccontare, non solo dallo studio dei fossili» ha detto. Un fossile di una foglia di 8 milioni di anni fa, trovato da Paolo Pini, studioso di geologia oggi vignaiolo, «ci parla di una foresta molto variegata, con una pianura allagata da una parte e dall'altra montagne che si innalzano fino a 2 mila metri» ha rivelato. «L'ambiente del Po è interessante e molto variabile e consente la vita di specie diverse» il parere di Tomasinelli. Il Po ha ispirato molta letteratura: «È una terra di miti, un fiume di storie - ha evidenziato Guido Conti -. Di Po parlava già Esiodo tremila anni fa, i Greci avevano i commerci lungo il fiume perché era confine tra il Mediterraneo e l'Europa del Nord». Susanna Zatti ha ricordato il pittore Giuseppe Motti, originario di Arena Po: «È considerato il pittore realista del Po, con opere di grande impegno civile - ha spiegato -. Ad Arena purtroppo è quasi sconosciuto, ma qui per fortuna è nato il Museo d'arte sul Po (Maapo), con le sculture che "vivono" lungo il fiume». Infine, la spiaggia di Zerbo, all'inizio degli anni Settanta, ha ospitato una sorta di Woodstock italiana: «Per la prima volta gli abitanti delle nostre zone hanno sfamato per giorni migliaia di giovani, italiani e stranieri, che si sono riversati sulle spiagge per partecipare al festival, rimasto nella storia della musica» ha raccontato Furio Sollazzi. --Oliviero Maggi