Società di calcio verso l'addio «Dal Comune nessun aiuto»

Giovanni Scarpa / landriano«Dal Comune nessun aiuto». Sulla crisi della Medhelan Landriano, l'attuale società di calcio del paese, che rischia quest'anno di chiudere i battenti, costringendo decine di ragazzini a tesserarsi altrove per poter giocare, si innesta ora anche una polemica. È la stessa società a lanciare l'accusa alla giunta di non aver voluto cercare una soluzione. Alla base, è vero, c'è una fusione con la Carpianese che forse non è andata proprio secondo i piani. Ma c'è dell'altro.la posizione della societàIl commento, amaro, su quanto sta accadendo è affidato a un comunicato. «Ci siamo ritrovati a chiedere aiuto al Comune visto quanto successo, ma anziché che tenderci una mano hanno pensato di sospendere la convenzione tuttora in corso per la prossima stagione», dice la società. Non sta in piedi, secondo il club, neppure la motivazione dei debiti addotta dal Comune: «Si tratta di pochi euro in realtà. Avevamo trovato un nuovo partner per poter risolvere i problemi e riportare tutti i bambini a Landriano. Ma con un rifiuto della giunta non si è potuto più far nulla». Intanto il sindaco Roberto Aguzzi ha già dato mandato agli avvocati per uscire dalla convenzione. Il rilancio, come ha detto il sindaco, se ci sarà non sarà più con l'attuale società a questo punto. Intanto si scatena anche la polemica politica.«La società che da decenni ha avviato al calcio le generazioni versa in gravi difficoltà, a tal punto che ora la giunta ha messo di mezzo un legale per dirimere la questione - dicono i consiglieri di opposizione Elisa Papini e Dario Civardi -. Le prime avvisaglie di queste difficoltà erano già sorte un anno fa, quando molte famiglie avevano iscritto i figli in una squadra di Carpiano e i settori giovanili del Landriano erano stati quasi azzerati. Il Comune doveva cogliere i segnali già da tempo e intervenire, visto che il problema interessa quasi un centinaio di famiglie». «Ora staremo a vedere questa procedura pubblica a cosa porterà - concludono -. Di certo la priorità deve essere la tutela del settore giovanile come scritto nell'atto di concessione, elemento senza il quale cade ogni accordo». --