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Una calma falsa, in attesa della tempesta preannunciata, ha segnato in Israele l'intero Shabbath, il giorno di riposo degli ebrei. Dopo gli attacchi lanciati dall'Iran nella notte e durante le prime ore del mattino, dopo mezzogiorno l'esercito ha informato che il prossimo raid di missili iraniani non sarebbe avvenuto a breve, quindi i cittadini si potevano spostare dalle vicinanze dei rifugi, mentre i raid dell'Idf, specialmente a Teheran, non si sono praticamente mai fermati dalla notte di venerdì. E ieri in serata L'Idf ha avvisato la popolazione di stare vicina ai rifugi in tutto Israele. Insomma, la guerra tra Israele e Iran - che ha fatto passare in secondo piano il conflitto a Gaza, come ha spiegato l'Idf - marcia sui binari dell'offensiva e del contrattacco. Con colpi mortali da entrambe le parti. Il portavoce dell'esercito Effi Defrin, ha dichiarato che i piloti dell'Aeronautica militare continuano con estesi bombardamenti in diverse zone dell'Iran: raid che nelle 24 ore hanno avuto come focus la capitale. «La strada per Teheran è stata spianata», hanno comunicato il capo di stato maggiore Eyal Zamir e il comandante dell'Aeronautica Tomer Bar. Durante la notte i caccia dell'Iaf hanno colpito i sistemi antiaerei diretti dell'Iran, «sgomberando» la via al volo libero dei jet con la stella di Davide mentre in serata hanno annunciato di aver colpito anche una base missilistica sotterranea. Il premier Benyamin Netanyahu, nel messaggio di auguri a Donald Trump, ha sottolineato che «i piloti israeliani dai cieli sopra la capitale dell'Iran, infliggeranno colpi al regime che gli ayatollah nemmeno riescono a immaginare». «Abbiamo indicazioni che membri di alto livello del regime stanno già preparando le valigie», ha aggiunto. Nel mentre, dall'altra parte dell'Atlantico il Wall Street Journal riporta che l'America ha assistito Gerusalemme nella difesa dai missili da «aria, terra e mare». E la Gran Bretagna sta dispiegando risorse in Medio Oriente, compresi jet, in seguito alle tensioni tra Iran e Israele, ha affermato il primo ministro Keir Starmer. Facendo infuriare la diplomazia iraniana, che ha avvertito Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia: «Se contribuiranno a sventare gli attacchi contro Israele, l'Iran colpirà le loro basi militari in Medio Oriente». In serata l'ufficio di Netanyahu ha fornito i dati dei primi due giorni di guerra in Israele. I dati