Vandali dal sindaco «Ora lavori utili o risarcimento danni»
Giovanni Scarpa / p.p.moroneRisarcire o essere impiegati in lavori socialmente utili per ripagare i danni provocati alla palestra. Ma nessun perdono per il gesto compiuto. Anche se i ragazzi hanno chiesto scusa. Nel faccia a faccia con le famiglie e gli autori dei vandalismi alla palestra di quasi un anno fa, quando una baby gang devastò la struttura rendendola inutilizzabile, il sindaco Elio Grossi non ha fatto sconti: chi sbaglia, paga. l'incontroL'incontro si è tenuto nei giorni scorsi, alla presenza dei genitori e dei 12 giovani (alcuni minorenni) autori del blitz del luglio 2024. Tutti rintracciati, nelle settimane seguenti, dopo la denuncia inoltrata ai carabinieri.«A me per primo dispiace quello che è successo, perchè un gesto del genere è simbolo soprattutto di un forte disagio - spiega Grossi -. E la situazione mi preoccupa, e tanto anche. Ma non ci può essere nessun atto di indulgenza nei confronti di chi ha commesso questo reato. Perchè di reato si tratta, non dimentichiamolo. E quel gesto ha delle conseguenze». Il gruppo di giovanissimi aveva dapprima forzato la porta d'ingresso della palestra e poi, una volta entrato, aveva danneggiato arredi e oggetti che si trovavano sulla loro strada. Per finire l'opera, avevano azionato l'estintore sporcando con la schiuma il pavimento. Poi, prima di andarsene, avevano lasciato la loro "firma" imbrattando i muri dell'edificio con bombolette spray. La scoperta dei vandalismi era stato fatta solo il giorno dopo da alcuni addetti comunali. Ma la banda era stata ripresa dal sistema di video sorveglianza. Le immagini erano state acquisite il giorno dopo la denuncia dai carabinieri che hanno così iniziato le indagini per cercare di risalire ai responsabili del gesto. «Le strade sono due, ho spiegato ai genitori - riprende il sindaco di Pieve Porto Morone -. O le famiglie risarciscono il danno, che ammonta a circa 12 mila euro. Oppure i ragazzi si impegnano ad essere impiegati in lavori socialmente utili. Come aiutare a ripulire il paese, quando serve». Non solo, però punizioni. «La sola repressione non è sufficiente, serve anche il dialogo - aggiunge Grossi -. Bisogna far capire a loro che questi atti sono profondamente sbagliati. E alle famiglie, che sono state collaborative, che c'è un'evidente problema nella gestione dei ragazzi. Ma in questo siamo tutti coinvolti perchè, ripeto, la situazione è preoccupante e va gestita con l'aiuto di tutti: genitori ed istituzioni». C'è in vista, a breve, un secondo incontro, per capire ora quale strada seguire. --