Senza Titolo
Era nato a Pescara 64 anni fa, ma viveva da tempo a Chiusi (Siena), Daniele Pieroni, primo caso di suicidio medicalmente assistito in Toscana dopo l'entrata in vigore della legge regionale su tempi e modalità di accesso al fine vita. Scrittore e saggista, ma pure violoncellista amatoriale, si era trasferito ancora bambino a Roma, dove ha lavorato e vissuto per circa 40 anni, con parentesi anche all'estero. Poi l'arrivo a Chiusi. Affetto da Parkinson dal 2008, la malattia era al quarto stadio, e dal 2020 Pieroni era costretto a vivere con la Peg in funzione per 21 ore al giorno. Negli ultimi due anni le sue condizioni erano peggiorate, nel 2023 aveva deciso di contattare l'associazione Luca Coscioni. «Ora che la notizia è pubblica posso dirlo: Daniele Pieroni non ha perso tempo. Appena ottenuta la conferma dall'Asl Toscana Sud-Est ha deciso di andarsene, serenamente, con accanto il padre e qualche amicizia che gli è rimasta accanto fino a che i suoi occhi non si sono chiusi», ha scritto in un post sui propri canali social il consigliere regionale del Pd della Toscana Iacopo Melio, in contatto con lo scrittore per un'intervista. «È questione di poco tempo e la facciamo, aspettiamo solo la conferma ufficiale, mi aveva detto Daniele, contento di poterne parlare sui miei canali. Il suo via libera, però, non mi è mai arrivato, e venerdì scorso un'amica comune, proprio durante un mio incontro sul fine vita, mi ha confessato quello che già immaginavo». A ricordare Pieroni anche il sindaco di Chiusi Gianluca Sonnini: «ra una persona riservata che viveva di cultura, un uomo di grande levatura, cosciente e determinato nella scelta del percorso che ha scelto per il fine vita». --