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PaviaStrada catastroficada sei milioniA proposito dell'area ex Necchi e della nuova strada, condivido completamente quanto esposto dal signor Lazzari nella sua lettera pubblicata domenica 8, e mi sento di fare alcune considerazioni.Partendo dal presupposto che mi è difficile comprendere perché chi prima era contrario oggi è favorevole e viceversa, mi sento di fare brevemente la "storia" dell'area dove il percorso della bretella dovrebbe essere inserito.Inoltre la sua realizzazione, non solo non decongestionerà il traffico nella zona ma bensì creerà a Mirabello un ulteriore caos viabilistico. Quest'area con decreto della giunta regionale del 10 dicembre 1985 è stata dichiarata "di particolare interesse ambientale"; che il Piano paesaggistico regionale del 19 gennaio 2010 "riconosce all'intero territorio (Parco Barco Visconteo) valore paesaggistico e l'azione di tutela e valorizzazione va estesa sia per gli ambiti assoggettati a specifica tutela paesaggistica che per le rimanenti porzioni di territorio"; che con decreto del 3 agosto 2018 il Ministero dei Beni culturali (Codice del paesaggio) ha riconosciuto "il Parco (Barco) Visconteo di notevole interesse pubblico" ai sensi del D. Lgs. 42/2004 articoli 136 comma 1, lettere c) e d), 138 comma 3, 140, 141 indicandone altresì la perimetrazione che si estende a buona parte della città.Applicando dette disposizioni, cadono tutte le ipotesi di strani interventi sia odierni che futuri, anche se devo rammentare che per, non fare edificare le case popolari nella zona ex macello, si è usato il metro dei 100 metri come zona di rispetto del Naviglio, mentre nella lottizzazione in oggetto la si è modificata a 20 metri (due pesi e due misure?)Una ultima considerazione: dopo lo strepitoso successo della manifestazione del 24 febbraio, dove tutti si sono impegnati a promettere, ma sino a oggi non si sono visti atti concreti o quanto meno a proposte o ipotesi per il futuro, mi sento di fare una proposta: si usino i 6 milioni della presunta spesa per la "bretella" per la sistemazione del castello di Mirabello, del famedio e dei sotterranei del cimitero monumentale.Vincenzo PedrazziniPaviaUna foto, la storiaDalla caserma Menabrea all'ateneoHo letto sulla Provincia di sabato 7 un articolo sul volume "Documenti di pietra: tracce del passato, segni nel presente". È stata anche riportata una foto di maestranze in posa nel 1932 in quello che adesso è il Cortile Teresiano dell'Università. Nell'articolo si legge che le maestranze erano al lavoro per la trasformazione di quello che era stato l'ospedale S. Matteo in nuovi spazi per l'ateneo. Mi permetto di segnalare che difficilmente le maestranze stavano lavorando per l'ateneo: l'Università acquisirà gli edifici che erano stati dell'ospedale solo una ventina di anni dopo e i lavori di stimazione termineranno ancora più tardi.Quando il S. Matteo si trasferì oltre la ferrovia, gli edifici furino dati all'esercito, che li utilizzò per la scuola Allievi Ufficiali del Genio militare. La caserma prese il nome dal generale Menabrea. Dopo l'armistizio del 1943 la caserma fu occupata da truppe naziste e repubblichine. Al termine della guerra gli edifici furono abbandonati dall'esercito e furono occupati da sfollati, che erano rimasti senza casa a seguito dei bombardamenti e che vissero lì in condizioni molto precarie. Allora, tra l'altro, la torre dell'orologio e quella che ora si chiama torre Fraccaro erano incorporate in un edificio ottocentesco, che chiudeva verso piazza Leonardo da Vinci quello che ora è il Cortile Teresiano.Solo a partire dalla prima metà degli anni Cinquanta del secolo scorso gli edifici di quella che era stata la caserma Menabrea furono via via assegnati all'Università. Il rettore Fraccaro riuscì, nel corso degli anni, a far assegnare alle famiglie degli sfollati alloggi in case popolari e l'Università poté via via ristrutturare i vari spazi. L'edificio ottocentesco che inglobava le due torri venne abbattuto e le due torri vennero isolate.I lavori di ristrutturazione terminarono nei primi anni Sessanta, quando il rettore Fraccaro era scomparso; a suo ricordo è stato intitolato il collegio che si trova fra via Defendente Sacchi e piazza Leonardo da Vicini, e che è stato il quinto collegio universitario di Pavia. Vittoria Cinquini. PaviaTorre d'IsolaUn angolo d'armonia a S.SofiaCapita raramente di poter usufruire di arte musica e poesia gratuitamente: succede a Torre d'Isola precisamente a Santa Sofia. Un luogo ameno dove vivere attimi di armonia e piacevolezzaEnrico V.