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«La sensazione che tutto possa saltare da un momento all'altro non è mai davvero svanita», avvertiva a metà settimana un funzionario vicino al commissario europeo Maros Sefcovic. La nuova stangata annunciata da Donald Trump - che dal 4 giugno alzerà i dazi su alluminio e acciaio dal 25 al 50% - riporta la tensione sull'asse Bruxelles-Washington alle stelle, avvicinando il punto di rottura. I negoziati così rischiano di saltare, è stata la reazione ferma della Commissione europea che - nell'esprimere «profondo rammarico» per una decisione vista come foriera di «ulteriore incertezza su entrambe le sponde dell'Atlantico» - si è subito detta pronta a sfoderare le contromisure finora messe in stand-by «anche prima» del termine della moratoria, fissato a metà luglio. le contromisure Una minaccia esplicita - rafforzata dall'incognita giudiziaria che oltreoceano grava sulla politica tariffaria del tycoon - evocata alla vigilia di una settimana cruciale di colloqui a Parigi, in occasione della ministeriale Ocse, ultimo snodo prima degli appuntamenti di giugno tra i leader. Le speranze europee di segnali di distensione da Washington - riaccese appena una settimana fa da una telefonata tra Ursula von der Leyen e Trump - si sono rapidamente raffreddate. L'annuncio dell'inquilino della Casa Bianca di aumentare la pressione sui settori - acciaio e alluminio - rimasti fuori dal perimetro della Corte Usa allontana l'obiettivo dazi zero sui beni industriali inseguito da Bruxelles. E «mina», nelle parole dell'esecutivo Ue, un negoziato già in balia di scosse e contraccolpi, aprendo la strada alla spirale delle ritorsioni. Il primo pacchetto di contromisure Ue sui simboli del made in Usa - varato ad aprile in risposta ai dazi di Trump proprio sui metalli industriali e sospeso dopo la tregua di tre mesi sulle tariffe invece cosiddette reciproche del Liberation Day - è già pronto a tornare in vigore. Il secondo, ancora più corposo, è nella fase finale di consultazione. gli strumenti nel cassetto Se la crisi dovesse aggravarsi facendo sfumare l'intesa, ha tuonato la Commissione, le misure difensive saranno attuate a stretto giro, a «tutela di consumatori, lavoratori e imprese». Nel cassetto ci sono anche gli strumenti più pesanti: possibili sanzioni alle Big Tech e il bazooka anti-coercizione per difendere i valori Ue, con le linee rosse su autonomia sull'Iva, norme sanitarie e antitrust. Accanto, la strategia parallela dei nuovi partenariati commerciali - dall'India al Canada - e della mano tesa anche a Pechino, con Sefcovic che a Parigi incontrerà l'omologo cinese Wang Wentao. Una linea assertiva, sostenuta con convinzione dalla Francia di Emmanuel Macron e dal Parlamento europeo. --