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GROPELLOLo aveva annunciato durante le celebrazioni del bicentenario della nascita di Benedetto Cairoli alla presenza del ministro degli Affari europei Tommaso Foti, ora è ufficiale. La sindaca Elisa Olga Bergamaschi conferma un provvedimento atteso: lo sblocco dello stallo burocratico che per circa 10 anni ha impedito al Comune di mettere mano all'antica chiesetta di San Carlo e al sottostante sepolcro che ospita la famiglia Cairoli, dal 1890 monumento nazionale. «Anche grazie all'interessamento del vicepresidente del Senato Gianmarco Centinaio - dice la sindaca - abbiamo sottoscritto una convenzione con cui il Ministero dei Beni culturali ci ha concesso la titolarità degli immobili per poter richiedere ai vari enti finanziamenti per avviare la ristrutturazione».In seguito a ricerche è emerso che il sepolcro è di proprietà dello Stato, ma ora è stato assegnato al Comune. «In primo luogo - prosegue Bergamaschi - valuteremo se necessario effettuare un intervento di messa in sicurezza della struttura. Intanto avvieremo tutte le pratiche necessarie per poter accedere ai finanziamenti per effettuare una completa di ristrutturazione». Per riportare ad antico splendore il sepolcreto di villa Cairoli si stima siano necessari almeno 500mila euro.L'intervento sarebbe possibile quindi soltanto attraverso bandi statali, regionali o europei. Il sacrario della villa è il sepolcro della famiglia Cairoli. All'interno si trova un affresco incompiuto raffigurante San Carlo Borromeo realizzato dal pittore pavese Pasquale Massacra, patriota e compagno d'armi dei fratelli Cairoli, eroi del Risorgimento. Nel sepolcreto c'è tutta la famiglia Cairoli tra cui i fratelli Benedetto, Enrico, Ernesto, Luigi e Giovanni e la madre Adelaide. --M.D.