Il "giallo" del seminterrato: versioni diverse negli anni

GARLASCOAndrea Sempio frequentava la casa di via Pascoli? E se sì, è mai andato in cantina? Marco Poggi, sentito alcuni giorni fa, ha confermato: «Frequentava la casa e siamo stati anche nel seminterrato». Una versione ribadita ancora anche dalla difesa di Andrea Sempio: «C'erano dei giochi da tavolo, è capitato che andassero a prenderli». Il ricordo non sembra essere così netto per i genitori di Marco Poggi, che in una intervista del 2017 dissero che Sempio non frequentava la casa ma con il figlio si trovavano spesso fuori. «Stiamo parlando di ricordi espressi a distanza di tempo dai fatti - dice l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale dei Poggi -. Spero davvero che l'inchiesta abbia altri tipi di prospettive. A proposito di ricordi e cattiva memoria: Stasi non seppe descrivere le biciclette che c'erano in casa a distanza di poche ore dall'omicidio, furono date tre versioni diverse». Per i difensori di Alberto Stasi in quel seminterrato non c'erano invece molti motivi per scendere. «È di fatto un ripostiglio con scatoloni, scarpe vecchie, un asse da stiro e alcuni scaffali». Su alcuni di questi, dalle foto scattate durante il sopralluogo del 2007, si vedono i giochi da tavolo di cui parla la difesa di Sempio e anche Marco Poggi. I due amici potrebbero, quindi, essere scesi insieme in questo luogo. Oppure, come ipotizzano i carabinieri del nucleo Investigativo di Milano, l'impronta di Sempio è da collocare in un altro momento, e cioè quando Chiara Poggi fu uccisa. --m. fio.