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I controlli antimafia per il Ponte sullo Stretto come quelli applicati per Expo, Olimpiadi e Ponte Morandi: la Lega annuncia che è già pronto l'emendamento da inserire nel decreto Infrastrutture per recuperare la misura espunta dal testo finale perché, per la presidenza della Repubblica, quelle procedure speciali «non sono affatto più severe» di quelle ordinarie in vigore. «Penso e spero - rilancia Matteo Salvini - che nessuno si opponga a inserire più controlli possibili contro infiltrazioni mafiose. Non penso che il Quirinale sia contro gli organismi antimafia». Un'osservazione che può essere letta come sfida. Non ne hanno dubbi le opposizioni. Il Pd parla di «nervosismo e preoccupante sgrammaticatura istituzionale», Angelo Bonelli (Avs) di «scontro istituzionale senza precedenti». Mentre per Giuseppe Conte «Salvini ha avuto un chiarimento che lo dovrebbe zittire almeno per qualche giorno». Gli alleati frenano Governo e centrodestra cercano di far rientrare il caso. Dopo una iniziale freddezza, fonti della coalizione hanno spiegato in serata che «l'intera maggioranza è al lavoro per rafforzare le misure antimafia in vista della realizzazione del Ponte sullo Stretto che rappresenta l'opera infrastrutturale più rilevante che sta per essere costruita in tutta Europa». Sono «allo studio piani che ricalcano esperienze efficaci (in corso o conclusi) come Olimpiadi Milano-Cortina, Expo, ricostruzione post-sisma». E lo spirito della maggioranza «è quello della massima collaborazione istituzionale». Mentre dalla Lega hanno fatto sapere che «Salvini sarà presto nelle prefetture di Messina e Reggio Calabria per ringraziare per l'impegno costante contro le infiltrazioni». Si attende il testo dell'emendamento che la Lega presenterà alla Camera al decreto varato lunedì dal Consiglio dei ministri. La formulazione inizialmente prevista puntava a trasferire «la procedura di realizzazione alla struttura per la prevenzione antimafia presso il Viminale», guidata dal prefetto Canaparo, «centralizzando gli esiti dei controlli e della gestione degli appalti alle prefetture, alle istituzioni», come spiegato lunedì dal ministro dell'Interno nella conferenza stampa con Salvini. Bozza allo studio Un paio di giorni dopo il testo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, senza quella disposizione, stoppata dal Quirinale dopo le consuete interlocuzione con gli uffici di Palazzo Chigi. Il partito di Salvini assicura che l'emendamento sarà finalizzato ad «aumentare al massimo, come già fatto con successo per la ricostruzione del ponte di Genova, per Expo e per le Olimpiadi, controlli e certificazioni antimafia per tutti gli appalti, le forniture e i servizi sulle migliaia di imprese che lavoreranno al Ponte e sugli oltre 100 mila lavoratori coinvolti». La bozza del testo, a quanto si apprende, non è ancora transitata dagli uffici di Palazzo Chigi. Il vicepremier è pronto a «metterci la faccia», gli italiani devono avere «la certezza che ogni euro speso non finisca nelle tasche sbagliate». Per questo punta a «mettere il ministero dell'Interno, il ministero della Difesa, il ministero della Giustizia, le associazioni, i sindacati, le Procure, tutte in condizioni di lavorare al meglio». --