Morta dopo intervento al ginocchio, la procura vuole archiviare il caso

PaviaEra morta al San Matteo dopo una banale caduta in casa e una operazione al ginocchio definita di routine. Ma sul decesso di C. S., una donna di 78 anni di Pavia, al centro di un esposto dei familiari, la procura di Pavia ha chiesto l'archiviazione del fascicolo, che era stato aperto con l'ipotesi di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. La perizia medico legale, depositata alcuni giorni fa, non ha raggiunto, infatti, la certezza sul legame tra operato dei medici e morte della paziente. La causa della morte è stata individuata in una ischemia, un evento trombotico quindi. Un evento che potrebbe essere stato favorito dalla somministrazione di un farmaco anti emorragico, ma sul punto non ci sono evidenze sicure. La famiglia, sostenuta dagli avvocati Luisa Flore e Ivan Giubilo, sta però valutando la causa civile.La vicenda risale all'autunno dello scorso anno. Secondo quanto ricostruito, la donna, che abitava nel quartiere di Città Giardino, finisce in pronto soccorso all'ospedale San Matteo l'8 ottobre in seguito a una caduta in casa. Un incidente domestico banale. Riporta fratture al ginocchio e a una vertebra e i medici dispongono il ricovero in Ortopedia. Durante la degenza la donna comunica al telefono con i familiari. La situazione non sembra grave, ma il giorno dopo la figlia apprende che la mamma è stata portata in sala operatoria. Quando arriva in ospedale viene rassicurata: dovrebbe essere un intervento di breve durata, che il medico ha ritenuto necessario per la frattura riportata nella caduta. Poco tempo dopo, però, la figlia riceve dall'ospedale la comunicazione che la madre è andata in coma. Dopo due settimane, il 25 ottobre, la 78enne muore. I familiari fanno denuncia e chiedono che sia fatta luce sull'iter degli accertamenti in ospedale, delle terapie ma anche sul consenso informato. La procura, però, chiede di archiviare. Ora deciderà un giudice. --m. fio.