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L'Italia si sta isolando in politica estera. Dalle opposizioni, dopo la presa di posizione della premier Giorgia Meloni sul vertice dei Volenterosi europei e a fronte dello scontro con Emmanuel Macron, si leva, di nuovo forte e allarmata, una voce contro la linea del governo. Critico il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia, che vede il governo ai margini del consesso internazionale: «Per giustificare l'esclusione italiana da un vertice europeo - riflette Boccia - Giorgia Meloni non esita a inventarsi una bugia, venendo poi smentita in diretta mondiale». Per il leader M5s Giuseppe Conte il caso rappresenta «una figuraccia internazionale gravissima» e nasce da un problema di coerenza della premier: «Se contraddici te stessa, poi ti isolano e rimani lì, nello stesso luogo dove gli altri si riuniscono. Neanche ti chiamano, non contiamo nulla». Meloni è «una comparsa e ci fa fare una pessima figura», attacca da Avs Angelo Bonelli. Mentre per il leader di Azione Carlo Calenda, «non partecipare a quel tavolo per ragioni di antipatia personale non si può accettare, perché Meloni è custode dell'interesse nazionale. Questo la Meloni non lo ha capito». Da Italia viva arriva poi la richiesta al ministro degli Esteri Antonio Tajani, perché si smarchi e prenda una posizione netta. «Che pensa Tajani? Riesce a sibilare qualcosa?». Opposizione unita anche sul fronte dell'altro conflitto, quello in Medio Oriente. Una delegazione di parlamentari italiani è, infatti, in missione umanitaria in quelle terre. E dai leader del centrosinistra arriva, forte, la richiesta al governo italiano perché lavori per fare in modo che possano raggiungere «l'inferno di Gaza» per portarvi aiuti umanitari. --