Senza Titolo
Ostacoli e scoperteÚna strada tutta miada Bressana a MilanoIl mio modo era piccolo: studiavo all'università, seguivo la messa il sabato sera, facevo lunghi giri in bicicletta e qualche uscita al bar del paese. Passavo molto tempo sui libri e fui premiato perché mi laureai. Nella comunità cattolica di Argine, frazione di Bressana Bottarone, ero presente e disponibile: cantavo nel coro in chiesa, leggevo le letture durante la messa, organizzavo gite con il sacerdote: ma questo mondo era piccolo, carino ma piccolo. A un certo punto, mi balenò nella mente una domanda e una sera, dopo la messa, la feci al sacerdote: «Cosa ne pensa dell'omosessualità?». Mi rispose: «È contronatura». Mi accorsi di non essere d'accordo con lui e gli proposi di leggere durante la messa nella preghiera dei fedeli una frase che invitasse gli uomini di Chiesa a considerare le relazioni tra persone dello stesso sesso relazioni d'amore al pari delle persone eterosessuali. Mi rispose di no. Allora contattai un altro sacerdote ma non andò meglio: sosteneva che l'omosessualità potesse essere una malattia genetica. Per me non era così. Mi sentii male e decisi di andarmene. Poco tempo dopo mi imbattei in due semplici foglietti di carta che mi indicarono la strada della mia vita. Trovai il primo per caso per terra in corso Cavour, a Pavia: pubblicizzava delle serate mensili gay friendly in un locale di Pavia. Iniziai ad andarci, non senza qualche timore, ma fui molto contento di trovare persone che pensavano bene dei gay, beh... molti erano gay. Il secondo foglietto arrivò per posta. Era l'invito dell'amministrazione comunale di Bressana Bottarone a partecipare alla formazione di una consulta giovanile. Partecipai e dopo un po' di tempo feci la mia proposta: perché non organizziamo una conferenza contro l'omofobia? Ero pronto a imbattermi in discussioni e insulti, ma nulla di ciò accadde: la consulta votò e la maggioranza fu favorevole nel promuovere l'iniziativa: nel 2010 Bressana celebrò la sua prima giornata contro l'omofobia, con il patrocinio dell'amministrazione comunale. Da quel momento non mi fermai più. Ogni anno coinvolgo l'amministrazione comunale nell'organizzazione di un evento per ricordare la giornata contro l'omofobia, il 17 maggio. Intanto, il mio mondo diventava un po' più grande. A Milano, conobbi persone, amici, fidanzati e soprattutto conobbi la vita e trovai un posto dove stare, ben diverso da quello in cui mi trovavo solamente qualche anno prima. Ferdinando BressanaPrecisazioneLa gestione di Asm Isa VigevanoNell'articolo dal titolo «Asm Isa, undici candidati per guidare l'azienda dei rifiuti» comparso il 10 maggio, mi è attribuita tra virgolette nel testo la seguente dichiarazione: «Resto convinto che per Asm Isa sia meglio un consiglio d'amministrazione, che può garantire meglio la rappresentatività dei soci».Non l'ho mai detto. Al contrario, raggiunto telefonicamente da un giornalista, ho dichiarato che le decisioni in merito alla nomina dell'organo amministrativo di Asm Isa s.p.a. saranno assunte durante l'assemblea della società convocata per il giorno 15 maggio, previa manifestazione dei necessari indirizzi da parte di Asm Vigevano Lomellina s.p.a e parere del Comitato di controllo analogo congiunto.In quella sede ho precisato che l'amministratore di una società come Asm Vigevano e Lomellina s.p.a. può agire, e nel mio caso agisce, con tali modalità, così come previsto dallo statuto della società (e, sono costretto ora a ulteriormente chiarire, non esprime "convincimenti").Enrico Beia. Avvocato, VigevanoPavia iperrealistaNel toccodella perfezioneTakimara, spazio dedicato all'architettura e all'arte in corso Carlo Alberto, ospita una mostra personale di Attilio Cianni, esponente di spicco dell' Iperrealismo.È una corrente culturale di nicchia. Chi ci vede del virtuosismo, chi la tecnica della miniatura elevata a grandi dimensioni, chi dice che compete con la fotografia nella cura dei dettagli, e così via. Certo, l'iperrealismo è tutto questo, e molto altro ancora. La stessa cura maniacale nell'insieme e nel dettaglio, va al di là della forma, ne trascende i confini, fa vibrare il nostro senso di responsabilità. Ogni cosa, noi compresi, è un insieme di una miriade di dettagli che, se li esamini, hanno il tocco della perfezione. Tranne quando l'intervento maldestro dell'uomo ne scombina l'equilibrio. Ma non è sempre così. Quando per un artista non esistono compromessi, ma l'ossessione della perfezione tocca quasi l'invisibile, l'opera non è che diventi viva, ma il livello di partecipazione che può innescare è qualcosa che "intender non lo può chi non lo prova".Paolo Severi