Rogo del capannone discarica dopo 7 anni test del sottosuolo

Giovanni Scarpa / corteolonaRogo dei rifiuti nel capannone, depositato in Comune il progetto per avviare l'indagine conoscitiva per decidere se sarà necessario, o meno, procedere ad un monitoraggio del sottosuolo. L'obiettivo è quello di capire se, dopo che furono appiccate le fiamme in cui vennero distrutti quintali di rifiuti stoccati illegalmente, siano presenti tracce di inquinamento. E se sì, di che natura e portata.il rogo nel 2018Il 3 gennaio 2018 nella zona industriale, venne dato alle fiamme un capannone abbandonato in cui erano state stoccate abusivamente 1.800 tonnellate di rifiuti, soprattutto gomma e plastica. Il rogo durò giorni, prima che i vigili del fuoco riuscissero ad avere ragione del fuoco. Ma il luogo era tenuto sotto osservazione da parte delle forze dell'ordine. Dopo quasi dieci mesi di indagini, la banda di Corteolona venne smantellata dalle indagini della procura che aveva ricostruito il traffico illegale partendo dai numeri di targa dei camion che entravano e uscivano dall'ex Neive. Dopo il rogo, e alla conseguente impossibilità di assegnare la bonifica a proprietari e affittuari del terreno, il cerino acceso era rimasto nelle mani del Comune, che ora sta procedendo alla bonifica. La rimozione dei rifiuti abbandonati, o meglio di quello che rimaneva dopo che erano stati dati alle fiamme, era già stata completata due anni fa. La Regione aveva stanziato 1,2 milioni di euro per l'operazione. Di questi, sono stati spesi per la prima fase oltre un milione. Ora i 100mila euro rimasti verranno impiegati dal Comune per le necessarie indagini preliminari del sottosuolo e successivo monitoraggio, qualora dovesse essere necessario. Il compito è stato affidato ad uno studio professionale specializzato al quale sono andati seimila euro per la redazione del piano. Un passo necessario per chiedere alla Regione un nuovo contributo, perché quasi certamente i finanziamenti a disposizione non basteranno, stimano in Comune. La Regione aveva erogato 1,2 milioni di euro per eliminare il materiale incombusto. Il Comune, a sua volta, aveva incaricato uno studio di ingegneria ambientale di eseguire un piano di caratterizzazione dei terreni e predisposto in seguito la documentazione per avviare la gara d'appalto, a cui è seguito il risanamento dell'area.Ma solo per quanto riguarda la rimozione dei rifiuti e il relativo smaltimento, vale a dire circa 2 mila metri cubi di materiale illegalmente bruciato nella notte fra il 5 e il 6 gennaio di sette anni fa. Ora c'è tutto il resto del lavoro da finire. Ovvero capire se quei rifiuti, bruciati e abbandonati per lungo tempo nell'area dell'ex Neive, abbiano contaminato il sottosuolo e le falde. Se così fosse, partirebbe la terza ed ultima fase, vale a dire quella di un'eventuale bonifica vera e propria, con ulteriori costi. --