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L'America esulta per il suo primo Papa, da Trump a Obama, dalle parrocchie di periferia alle chiese cattoliche delle metropoli, a partire da Chicago, la città di origine di Leone XIV. Dopo il secondo presidente cattolico della storia, Joe Biden, e il fedelissimo vice presidente trumpiano JD Vance, il cattolicesimo americano ha raggiunto il suo punto più alto con l'elezione del primo pontefice a stelle e strisce della storia. Subito dopo la nomina del cardinale Robert Prevost, le campane delle chiese cattoliche negli Stati Uniti hanno suonato a festa e gruppi di persone si sono riunite in preghiera nei giardini e nelle piazze delle principali città. Anche se una parte dei cattolici conservatori americani teme che Leone XIV continui nel solco meno tradizionalista di Papa Francesco. Donald Trump, non un grande religioso (è un cristiano «senza affiliazione» molto vicino agli evangelici) né un sostenitore di Prevost, si è congratulato per l'elezione, dicendo che «è un grande onore e una grande emozione per il nostro Paese», e affermando che non vede l'ora di incontrarlo. Il segretario di Stato Marco Rubio si è detto impaziente «di approfondire il duraturo rapporto con la Santa Sede con il primo pontefice americano», mentre il cattolico Vance ha espresso la sua felicità scrivendo in un post: «Sono sicuro che milioni di cattolici americani e altri cristiani pregheranno per il successo del suo lavoro alla guida della Chiesa». «È davvero uno di noi» D'altra parte l'elezione del primo Papa americano avviene in un momento in cui si identifica come cattolico il 20% degli adulti americani, (il cui voto é stato vinto nelle ultime elezioni da Trump, 54% contro il 44% di Kamala Harris). Una quota che sale nella popolazione nella sua città natale, Chicago, dove una persona su tre si dice cattolica. La capitale dell'Illinois, nota per essere anche la città di Barack Obama - che si è congratulato con il «concittadino» definendo l'elezione «storica» - ora sarà anche quella del primo Papa americano. Ma è a Dolton, il sobborgo alla periferia sud dove Robert Prevost è cresciuto, che l'entusiasmo è stato davvero incontenibile. «Sono davvero fiera», ha raccontato ai media locali Noelle Neis, un'amica d'infanzia del nuovo pontefice che con lui e i suoi quattro fratelli frequentava la parrocchia di St. Mary of the Assumption, dove tutto è cominciato. Oggi quella chiesa non c'è più, ma Noelle spera che la nomina del Papa porterà alla costruzione di un nuovo luogo sacro: «Ci conosciamo sin da bambini ed è davvero uno di noi». Un tema, quello della sua semplicità e umiltà, ricorrente nelle parole di tutti quelli che hanno incontrato, studiato o collaborato con Leone XIV negli Stati Uniti. «All'epoca era piuttosto evidente che quella sarebbe stata la sua strada», sostiene John Doughney, un compagno delle elementari di Prevost. --