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«Auguri... e doppi»: così il cardinale decano Giovanni Battista Re si è rivolto al cardinale Pietro Parolin durante lo scambio della pace nella messa «pro eligendo». Grandi abbracci e sorrisi, ben oltre il semplice segno liturgico che è comunque il momento più conviviale di ogni celebrazione. Abbracci e sorrisi anche tra Parolin e un altro cardinale non elettore, Leonardo Sandri, presente anche lui sull'altare nella messa in basilica. Tutti e tre con una carriera ecclesiastica nelle Nunziature, le ambasciate del Papa nel mondo, e nella Segreteria di Stato, il cuore pulsante della Santa Sede, dove vengono prese, con il Papa, le decisioni più importanti.Auguri doppi: il primo è legato al fatto che Parolin da ieri pomeriggio ha preso il posto di Re come decano nel conclave in quanto il primo, ultranovantenne, chiaramente non è elettore. E il secondo augurio? verosimilmente riguarda il fatto che Parolin sia entrato in conclave con i favori del pronostico. --