Una folla ha dato l'addio a don Lanati Il vescovo: «Che grande affetto per lui»

il luttoSTRADELLA«Diciamo grazie al Signore per il dono che ci ha fatto di don Pietro per la nostra Chiesa di Tortona». Lo ha detto il vescovo diocesano, monsignor Guido Marini, nell'omelia dei funerali di monsignor Pietro Lanati, che si sono svolti ieri pomeriggio, in una chiesa parrocchiale di Stradella gremita di persone. Tanti i confratelli sacerdoti che hanno voluto essere presenti: tra loro, oltre all'arciprete don Gianluca Vernetti e al viceparroco don Daniele Lottari, c'erano il vicario generale don Francesco Larocca, e il vicario foraneo del vicariato Broni-Stradella-Valle Versa, don Luciano Chiesa, che hanno concelebrato con il vescovo, il vicario emerito monsignor Mario Bonati, poi don Cristiano Orezzi, don Francesco Favaretto, don Domenico Lucaci, che sono stati viceparroci di don Lanati a Stradella, don Franco Tassone, i rappresentanti della Chiesa ortodossa. In prima fila i sindaci in fascia tricolore, Gianpiero Bellinzona (Stradella), Maurizio Gramegna (Portalbera), Barbara Varesi (Bosnasco), Antonio Pizzi (Zenevredo), Giovanni Valentino D'Amico (Pontecurone), primi cittadini delle parrocchie dove don Lanati ha prestato servizio, Antonio Riviezzi (Broni), con i gonfaloni dei Comuni listati a lutto, il capitano Cosimo De Falco, comandante della compagnia carabinieri di Stradella. Nell'assemblea, i giovani dell'oratorio di Stradella, i rappresentanti delle associazioni, i volontari dell'Oftal, tantissimi amici e fedeli. Sul feretro del sacerdote, scomparso venerdì scorso a 77 anni, la stola e il lezionario aperto sulla pagina del Vangelo della risurrezione di Gesù. Don Chiesa ha ripercorso le tappe del sacerdozio di monsignor Lanati e ha ringraziato don Vernetti «che ha dedicato a don Pietro queste giornate di preghiera». Date e luoghi, ha ricordato monsignor Marini nell'omelia, che hanno caratterizzato «la sua vita, il suo ministero, la sua passione per il Signore e per la Chiesa, la sua dedizione per il popolo a lui affidato, le gioie, i dolori di una vita, le speranze, i progetti, ciò che ha potuto toccare con mano nelle meraviglie delle opere di Dio, realizzate anche con la sua collaborazione nel cuore di molti». «Noi siamo qui - ha aggiunto il presule -, per rendere grazie al Signore per il dono di don Pietro, della sua vita, del suo ministero, per il dono che è stato per la nostra Chiesa locale di Tortona». Il vescovo si è soffermato sulle tante persone presenti, che dimostrano «la grandezza di un affetto, di un legame, di una gratitudine, di un amore» ha ribadito, salutando i parenti di don Lanati, i fratelli Bianca e Giuseppe, i nipoti. Poi si è rivolto a don Pietro: «Tu sei beato, perché passando da questo mondo all'altro, in queste braccia innamorate di Dio, hai potuto sviluppare la gioia di una comunione nuova, non solo col Signore, ma con tante fratelli e sorelle che ti attendevano e che ora hai trovato, hai ritrovato in una gioia nuova che neppure riusciamo a immaginare». Infine, ha chiesto a don Pietro di pregare per tutti e, in particolare, per le vocazioni: «Carissimo don Pietro - ha concluso il vescovo -, prega per la nostra Chiesa e chiedi al Signore che ci dia sacerdoti del Signore, della gente, capaci di dare la vita fino alla fine, gioiosi e contenti dell'onore di essere sacerdoti». --Oliviero Maggi