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Più concorrenza per spingere la produttività, la crescita, e per garantire allo stesso tempo maggiori diritti ai cittadini. È il messaggio intorno al quale il presidente dell'Antitrust, Rustichelli, fa ruotare la sua relazione annuale al Parlamento, ripercorrendo l'attività di un intero anno ed accendendo ancora una volta un faro sui settori che presentano criticità e che necessitano per questo di più attenzione: i trasporti, ferroviario ma anche di taxi e Ncc, le telecomunicazioni, l'energia. Senza dimenticare la necessaria riflessione sulle trasformazioni legate alla digitalizzazione e allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Il Garante cita i dati per dimostrare come le liberalizzazioni nei mercati dei servizi introdotte in Italia tra il 2005 e il 2019 abbiano portato ad «un aumento della produttività del lavoro compreso tra i 3 e gli 8 punti percentuali». Ma il riferimento è anche alla Consulta che ha riconosciuto «il legame profondo tra la promozione del mercato concorrenziale e i diritti dei cittadini». L'attualità domina la scena e vanno fatti i conti con l «pervasivo reticolo di dazi». Una serie di misure «gravemente distorsive» del confronto concorrenziale tra imprese e tra Paesi, avverte il presidente dell'Antitrust, che rende tutta l'economia europea molto esposta». --