Piste ciclabili, entro maggio collegata anche Samperone

CERTOSASi concluderanno entro maggio i lavori della nuova pista ciclabile che collega la frazione Samperone a Certosa. «Il tracciato è completato - afferma il sindaco Marcello Infurna -. Sta terminando la posa della pavimentazione poi toccherà all'illuminazione con la collocazione dei punti luce».L'intervento comporta la realizzazione di un percorso lungo circa un chilometro che parte da via Dante per raggiungere via Abissinia. Collegherà poi via Dante alla ciclabile che passa da Cascina Colombara e alla zona artigianale di Cascina Calderari.«Con questa nuova opera completiamo definitivamente il collegamento con tutte le frazioni, sebbene il nostro intento sia di ampliare e migliorare l'attuale rete ciclopedonale», spiega il sindaco, ricordando che l'amministrazione ha realizzato e riqualificato oltre 5 chilometri di piste ciclopedonali e che ulteriori chilometri di percorsi sono già finanziati e cantierabili. GLI INVESTIMENTILa ciclabile tra Certosa e Samperone costa circa 300mila euro, tutte risorse comunali. Sul nuovo sistema ciclabile il Comune ha complessivamente investito circa un milione di euro, il 70 per cento del quale proveniente da finanziamenti esterni, regionali, statali e di fondazioni private, con l'obiettivo di collegare l'intero paese e le sue frazioni. «Con il tratto di Samperone si completa un piano viabilistico avviato da tempo che ha voluto unire le zone periferiche al capoluogo con infrastrutture di mobilità sostenibile ciclopedonale, oltre che a infrastrutture stradali che consentono a tutti i cittadini delle nostre frazioni di poter avere la massima accessibilità - sottolinea il sindaco -. È possibile per chi abita nel capoluogo attraversare in sicurezza il territorio e i turisti possono godere della bellezza dei paesaggi oltre che dello splendido Monumento della Certosa». Infurna parla di un reticolato che consente la fruibilità pedonale e ciclabile giorno e notte. «Molti tratti - spiega il sindaco - sono illuminati e consentono di muoversi anche nelle ore serali, cambiando in meglio la vita degli abitanti. È un'infrastruttura "green", perché incentiva il movimento e lo sport e disincentiva l'uso di auto e moto». --Stefania Prato