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Il nervosismo sui mercati non si calma. I controdazi della Cina contro gli Stati Uniti preoccupano e causano volatilità sulle piazze finanziarie, alimentando i timori sullo stato dell'economia globale. Le borse del Vecchio Continente hanno chiuso tutte in rosso, con Francoforte maglia nera d'Europa in calo dello 0,92%. Parigi ha perso invece lo 0,30% mentre Milano è arretrata dello 0,73%. Incerta in avvio di seduta, Wall Street gira in positivo e avanza decisa. Le tensioni restano però alte sul dollaro e sul mercato dei Treasury, dove l'ondata di vendite non accenna a fermarsi facendo volare i rendimenti. Quelli sui titoli di stato a 10 anni sono saliti fino a quasi il 4,6%, mezzo punto in più rispetto alla settimana scorsa, mentre per i Treasury a 30 anni l'aumento è stato di 16 punti base a quasi il 5%. Un trend al rialzo che preoccupa gli economisti e gli analisti perché sembra indicare il trattamento dei titoli di stato americani come «asset rischiosi» e non più come il bene rifugio per eccellenza insieme all'oro. Il dollaro invece continua a perdere terreno nei confronti delle principali valute e scivola ai minimi da tre anni, segnalando una potenziale crisi di fiducia nei confronti del biglietto verde. Il clima di incertezza ha causato il quarto calo consecutivo della fiducia dei consumatori americani in aprile e fatto schizzare ai massimi dal 1981 le aspettative di inflazione. Gli Usa sono «molto vicini se non addirittura già in recessione», ha messo in guardia l'ad di BlackRock. Dicendosi colpito e colto di sorpresa dalle tariffe di Trump, Larry Fink ha messo in evidenza che «l'incertezza e l'ansia sul futuro andamento dei mercati dominano le conversazioni fra i clienti». --