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«La guerra a Gaza finirà in un futuro troppo lontano»,ma adesso «abbiamo il problema degli ostaggi», mentre «sabato inizieranno colloqui diretti con l'Iran, di alto lvello. Speriamo abbiano successo». Così Donald Trump ha messo il sigillo a conclusione della seconda visita di Benjamin Netanyahu dal ritorno del tycoon alla Casa Bianca, ad un anno e mezzo dall'attacco di Hamas, dopo il fallimento della tregua e la ripresa dei raid contro i palestinesi. Il premier israeliano, dal canto suo ha affermato che si sta «lavorando a un altro accordo che speriamo abbia successo e ci impegniamo a riportare a casa tutti gli ostaggi». L'economia Sbarcato negli Stati Uniti direttamente da una visita in Ungheria, Netanyahu ha avuto un colloquio anche con il segretario al Commercio Howard Lutnick e il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer. «Sono il primo leader internazionale ad incontrare il presidente Trump su una questione così cruciale per l'economia di Israele», ha affermato il premier israeliano in un video all'aeroporto di Budapest sottolineando che questo «è il segno della speciale relazione personale e il legame unico tra Stati Uniti e Israele, così vitale in questo momento». Israele aveva tentato di evitare la scure dei dazi un giorno prima dell'annuncio del presidente americano cancellando tutte le imposte dell'1% sui beni americani ancora interessati, ma al tycoon evidentemente non è bastato. La guerra Dazi a parte, il premier israeliano è sbarcato a Washington anche per cercare la sponda del presidente americano su altri due dossier: la guerra a Gaza e gli ostaggi e la minaccia dell'Iran. Dopo la rottura della tregua mediata dagli Stati Unuti, Israele ha intensificato la sua offensiva militare e ha imposto un blocco di cinque settimane agli aiuti nella Striscia, una mossa aspramente criticata dall'Onu e le organizzazioni umanitarie. Almeno 10 civili, tra cui un giornalista, sono stati uccisi negli ultimi attacchi aerei israeliani in diverse zone di Gaza, inclusa una tenda per la stampa vicino all'ospedale Nasser a Khan Younis. Dalla fine del cessate il fuoco, secondo i dati del ministero della Salute palestinese, sono oltre 1.400 le vittime dei raid di Israele, mentre Hamas ha dal canto suo denunciato che le forze israeliane hanno ucciso 490 bambini palestinesi nella Striscia negli ultimi 20 giorni.In un vertice trilaterale al Cairo, il presidente francese Emmanuel Macron, quello egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il re Abdallah II di Giordania hanno fatto fronte comune contro i piani del tycoon e hanno chiesto un «immediato ritorno al cessate il fuoco» sottolineando che «la governance e il mantenimento dell'ordine e della sicurezza a Gaza, così come nell'insieme dei territori palestinesi, deve essere esclusivamente sotto l'egida di un'Autorità nazionale palestinese rafforzata e che goda di un sostegno regionale e internazionale forte».Per discutere della situazione nella Striscia, proprio poche ore prima dell'incontro tra Trump e Netanyahu, Macron ha anche organizzato una teleconferenza con il presidente americano, Sisi e Abdallah, come ha riferito l'Eliseo. Per quanto riguarda l'Iran, Trump ha insistito anche con Bibi di volere «colloqui diretti» con Teheran su un nuovo accordo per frenare il programma nucleare del regime degli ayatolah, ma ha anche assicurato al premier il suo sostegno in caso di un attacco di Israele contro gli impianti iraniani se non si raggiungesse un'intesa. In un'intervista con la Nbc News la settimana scorsa, il tycoon ha avvertito l'Iran che se non accetta un accordo per contenere il suo programma nucleare, «ci saranno bombardamenti come non ne hanno mai visti prima». --