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Nel Myanmar devastato dal terremoto del 28 marzo, dove ancora si scava tra le macerie alla ricerca di improbabili sopravvissuti, è calato il silenzio per un minuto, segnato all'inizio e alla fine dal suono delle sirene in memoria dei morti. Sono oltre 2.700 quelli finora accertati secondo le informazioni diffuse dalla giunta militare al potere, che già proietta oltre i 3.000 il bilancio definitivo. Migliaia anche i feriti, almeno 4.500, alcuni dei quali in gravi condizioni, mentre l'Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) calcola in un milione e 600 mila le persone rimaste senza un riparo. L'Onu parla di una crisi umanitaria senza precedenti. In questo contesto cominciano ad arrivare gli aiuti internazionali, non senza difficoltà, per via delle strade distrutte e di un conflitto che non si placa neanche con il terremoto. --