«Un Suv vicino a casa Poggi» Un'altra pista per le indagini

Sandro Barberis / garlasco«Un piccolo suv nero parcheggiato la mattina del delitto di Garlasco in via Pascoli, una pista mai seguita anche se la presenza del Suv era agli atti, l'aveva visto un commerciante». Un'ipotesi investigativa rilanciata, anche attraverso diverse interviste tv dall'ex maresciallo e comandante di stazione dei carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto. Ora Marchetto è in pensione e comandava la stazione di Garlasco il 13 agosto 2007 quando Chiara Poggi, 26 anni, venne uccisa tra le 9.12 e le 9.35 mentre si trovava sola in casa in via Pascoli e aprì in pigiama al suo assassino. Chiara fu colpita a morte con un corpo contundente mai ritrovato. Per il delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni il fidanzato dell'epoca Alberto Stasi. le nuove indaginiGli inquirenti che hanno riaperto il caso, dopo 18 anni, hanno già sentito Marchetto? «Non confermo e non smentisco», risponde l'ex carabiniere che ha sempre sostenuto «che sulla vicenda del delitto di Chiara Poggi bisogna indagare a 360 gradi». Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Pavia Stefano Civardi e dalla sostituta Valentina De Stefano, proseguono. Fino a ieri sera però non era ancora stato accordato il via libera all'incidente probatorio (ovvero un atto per cristallizzare le prove in vista di un eventuale processo) dalla gip Daniela Garlaschelli. La procura sta indagando su Andrea Sempio, 37 anni, amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara. Sempio è stato sottoposto al prelievo del Dna, che sarà ora confrontato con le tracce biologiche trovate sotto le unghie di Chiara Poggi, ma anche con altri oggetti.l'anniversario di chiara Intanto lunedì 31 marzo sarebbe stato il compleanno di Chiara Poggi, che avrebbe compiuto 44 anni. Una ragazza specchiata, anche secondo le sentenze giudiziarie: «Neppure il sospetto adombrato dalla difesa dell'imputato circa una doppia vita della giovane ha trovato riscontri», si legge nella sentenza della Cassazione su Stasi.Sarà un ricordo diverso da quello degli scorsi 31 marzo per i genitori di Chiara Poggi, viste le nuove indagini? «Per loro in realtà sarà uguale - risponde il loro storico legale, Gian Luigi Tizzoni -. Sanno che chi ha ucciso la figlia è in carcere giustamente dopo anni di processi e molte conferme. Ovviamente il dolore per la perdita di una figlia non è consolabile, ma almeno sanno che la Giustizia ha individuato il responsabile. Non hanno dubbi al riguardo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA